Il Cristo della Resurrezione di Piero della Francesca

Arezzo, 11 ottobre 2018 - Celebrazione con tanto di timbro… postale. E’ il giorno nel quale Sansepolcro ricorda il suo cittadino più illustre di sempre: Piero della Francesca, morto proprio lo stesso giorno della scoperta dell’America, il 12 ottobre 1492. L’anniversario numero 526 registra un programma più ricco del solito, che alle 15 odierne – nella sala consiliare di Palazzo delle Laudi – comprende anche la presentazione e la cerimonia della timbratura con annullo speciale della litografia che rende omaggio alla Resurrezione, uno dei principali capolavori di Piero, che è diventato con il tempo il simbolo sia della città che della festività della Pasqua. L’atto iniziale di questa speciale giornata, alle 11 sempre in sala consiliare, è tuttavia costituito – da oltre venti anni – dalla consegna del premio intitolato alla prima grande figura nella storia della città, antecedente anche a Piero: il letterato Dionisio Roberti, o Dionigi da Borgo Sansepolcro. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno ai ragazzi che hanno conseguito la votazione di 9 e 10 in terza media e di 100 e 100 e lode agli esami di maturità: quest’anno sono in totale 66. Alle 17, le celebrazioni si sposteranno al vicino cinema Nuova Aurora, dove è prevista la proiezione del documentario “La pittura più bella del mondo”, un racconto a cura dello storico dell’arte Tomaso Montanari e diretto da Luca Criscenti. Gran finale alle 21.15 al Museo Civico con il concerto nella Sala della Resurrezione intitolato “Surrexit Sicut Dixit – Voci dalla Terra di Piero nello dodicesimo die di Octobre”. L’evento, a cura dei Cantori del Borgo e di Cantus Ensemble Vocale di Arezzo, è diretto da Silvia Vajente con la partecipazione di Saverio Zacchei al trombone barocco.