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2 mag 2022

La mostra del valdarnese Stefano Chiassai sul lockdown approda ad Arezzo

L’autore con abilità e creatività narra alcuni momenti vissuti durante il tempo della pandemia con alcuni scatti fotografici. La mostra al Museo della Fondazione "Guido d'Arezzo".

marco corsi
Cultura
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Chiassai con Vadi e Franchi

Arezzo, 02 maggio 2022 - Arriva anche nel capoluogo la mostra ““Diario di un Lockdown. 8 marzo 2020 – 31 agosto 2021” del fashion designer e art director sangiovannese Stefano Chiassai. Una rassegna partita dalla città di Masaccio che ha avuto un grande successo, al punto che adesso è stata allestita al museo d’arte contemporanea “Fondazione Guido di Arezzo” in piazza Piero della Francesca ad Arezzo. A San Giovanni l’esposizione è stata visitata da oltre 1.600 persone in 18 giorni, con un media di 90 visitatori al giorno. “Siamo davvero felici e orgogliosi che la mostra di Stefano Chiassai stia trovando grande apprezzamento anche ad Arezzo – hanno detto il sindaco Valentina Vadi e l’assessore alla cultura Fabio Franchi, presenti all’inaugurazione nel capoluogo aretino – Come era accaduto anche nella nostra città, sta attirando pubblici diversi, rappresentanti del mondo dell’arte”. Vadi e Franchi hanno sottolineato che la rassegna si presenta come un work in progress e viene di volta in volta implementata di nuovi disegni, di nuovo materiale, di nuove soluzioni, di nuove realizzazioni, ed è molto forte è il legame tra arte figurativa e ‘concretezza’ tipica della moda.

“Conferma, ancora di più come Stefano Chiassai sia un vero e proprio artista, lungimirante, e che con Diario di un lockdown abbia realizzato un qualcosa che è allo stesso tempo libro, opera d’arte, installazione, esposizione artistica, narrazione: un qualcosa che va ben oltre le strette classificazioni, un prodotto post-moderno: Diario di un lockdown è qualcosa di multiforme, che è esso stesso opera d’arte – hanno aggiunto – Vorremmo inoltre rimarcare, con gioia, l’attaccamento forte, fortissimo e sempre confermato di Stefano verso San Giovanni. Non manca mai di ricordare che ‘Diario di un lockdown’ è nato proprio nella sua città. E noi non possiamo che essere lieti e fieri di avere tra i nostri concittadini un artista così versatile e talentuoso, e siamo riconoscenti verso di lui per il ruolo di ‘ambasciatore’ della nostra città in Italia e nel mondo”.

L’autore, abbandonato il ruolo di stilista per concedersi al momento creativo, con abilità e creatività, narra alcuni momenti vissuti durante il tempo della pandemia da Coronavirus. Un viaggio introspettivo, senza nessuna direzione prestabilita. Su fogli bianchi Chiassai ha “inciso” parole, linee, figure, geometrie, pattern, corpi. Si è confrontato con il mondo restando fermo ad una scrivania ma lasciandosi trasportare dall’energia della fantasia. Questi “disegni di vita” eseguiti con la tecnica del pennarello, rappresentano un anno e mezzo di racconti, di testimonianze, di vita, di politica, di cose dette e non fatte, di cose successe, brutte, belle, incomprensibili, di fatti ed errori ripetuti più volte, di polemiche, contraddizioni, di tante, tante, tantissime parole. “Disegnare, raccontando le emozioni e quello che percepisco dentro di me – ha detto l’artista – è diventata la mia vita e il mio lavoro. L’esercizio è stato solo quello di trasportare questo mio modo di pensare, elaborare e di agire, dal mondo visionario della moda al mondo del pensiero artistico. Diario di un Lockdown vuole essere una testimonianza disegnata e parlata per aiutarci, come insegnamento sociale, a non dimenticare velocemente. Un racconto di ‘disegniparlati’ dove i sentimenti di paura si uniscono a quelli di speranza in un equilibrio sospeso”. La mostra, esposta al museo di arte contemporanea di Arezzo e resterà aperta fino sarà all’8 di maggio 2022. Al primo piano trovano spazio circa 80 opere del libro, mentre al secondo piano sono in mostra degli arazzi eseguiti con telai supertecnologici che rappresenteranno una selezione evoluta di quindici opere.

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