’Ndrangheta, via al blitz. Sequestrati 4 milioni tra conti bancari e beni. Imprenditore nel mirino

Operazione del Ros e del comando provinciale dei carabinieri. La confisca disposta dal Tribunale su richiesta della Dda di Firenze. L’uomo originario della Calabria vive e opera da anni nell’Aretino. .

’Ndrangheta, via al blitz. Sequestrati 4 milioni tra conti bancari e beni. Imprenditore nel mirino

’Ndrangheta, via al blitz. Sequestrati 4 milioni tra conti bancari e beni. Imprenditore nel mirino

Un maxi sequestro preventivo di beni per oltre 4 milioni di euro a Bucine, Montevarchi e in provincia di Catanzaro. All’alba di ieri i Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Arezzo sono arrivati in Valdarno per eseguire il decreto emesso dal Tribunale di Firenze su proposta della Procura Distrettuale nei confronti di Nicola Chiefari, imprenditore originario di Guardavalle, nel catanzarese, ma dagli anni ’90 residente nella vallata. Ritenuto collegato alla cosca di ‘ndrangheta Gallace, era coinvolto nell’inchiesta che nell’aprile di tre anni fa è sfociata in 17 misure cautelari per altrettante persone "gravemente indiziate" a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, illecita concorrenza con violenza e minaccia, sub appalto irregolare ed altri reati aggravati dal metodo mafioso e dall’avere agevolato la cosca di presunta affiliazione. Ad alimentare l’indagine patrimoniale su di lui anche gli esiti dell’operazione altrettanto nota nel comprensorio valdarnese e in Toscana sullo smaltimento illegale del Keu prodotto dai fanghi derivanti dalla concia delle pelli nel distretto del cuoio. Terre contaminate da inquinanti che, unite ad altro materiale negli impianti di frantumazione inerti Lerose di Levane e Pontedera, venivano usate per riempimenti e sottofondi in vari cantieri, come la strada regionale 429 Empoli-Castelfiorentino. Nella lunga lista dei beni sequestrati ieri figurano la società Idrogeo di Montevarchi, che opera nel settore movimento terra con il relativo compendio aziendale, già colpita da interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Arezzo nell’ambito delle attività investigative relative al Keu e ora sottoposta a controllo giudiziario. E ancora: 4 immobili, uno a Bucine e tre a Guardavalle in Calabria, 15 terreni considerati di pregio ambientale in Valdambra e nel territorio montevarchino, 21 tra veicoli, ciclomotori e mezzi d’opera e 12 rapporti bancari. Nello specifico, secondo gli inquirenti, la ditta andrebbe ricondotta a Chiefari nonostante figuri come semplice dipendente. Una tesi supportata dagli accertamenti patrimoniali che avrebbero certificato "una consistente sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore e il patrimonio ad esso riconducibile ipotizzando un illecito arricchimento che è stato colpito dal sequestro antimafia". Nel decreto i giudici sottolineano infatti che l’uomo "appare in grado di incidere significativamente sulle decisioni societarie, tanto da strumentalizzare l’impresa anche alla soddisfazione di esigenze personali, come dimostrato dal fatto che abbia fatto assumere due pluripregiudicati allo scopo di procedere alla ristrutturazione di alcuni appartamenti intestati alla figlia".

Il sequestro passerà al vaglio ulteriore del Tribunale di Firenze nel contraddittorio delle parti il 7 maggio per stabilire se il patrimonio potrà essere confiscato. "Sebbene il provvedimento eseguito non sia definitivo – concludono i militari dell’Arma - si tratta di una pronuncia importante in quanto dimostrativa della presenza del crimine organizzato di tipo ‘ndranghetista nel distretto toscano".