Sarzana, 16 luglio 2017 - Non siamo ancora al livello di allarme, ma l’attenzione è altissima per la siccità nella vallata del Magra. E il tavolo tecnico riunito in questi giorni ha adottato una serie di misure importanti. Se le condizioni climatiche non cambieranno la situazione rischia di diventare critica e a breve gli esperti torneranno a riunirsi per valutarla. «Ci siamo riuniti nei giorni scorsi con l’Autorità di bacino e il Parco Magra – spiega il presidente del Consorzio Canale Lunense Massimo Morachioli – per concordare azioni comuni a salvaguardia dell’agricoltura e del fiume.

E’ stato deciso di attuare una misurazione e il costante monitoraggio della presa del canale irriguo a Stadano. Per garantire i deflussi del fiume Magra chiudiamo la notte tutte le bocchette serbatoio del canale principale. In pratica stiamo razionalizzando la risorsa». «Per il momento – prosegue Morachioli – non siamo arrivati a misure drastiche. Ma c’è molta preoccupazione: sono due anni che piove poco, giugno è stato uno dei mesi più caldi, quindi se la situazione metereologica non cambierà dovremo adottare altri provvedimenti. Aspettiamo un’altra settimana».

La siccità ha spinto ad anticipare la bonifica dei vari corsi d’acqua. «Abbiamo già iniziato ad effettuare la pulizia nei canali più importanti a San Lazzaro, quindi nel canale degli Orti, a Belaso nel Comune di Santo Stefano, e nella gora dei Molini – dice il presidente del Consorzio –. Temiamo che dopo il grande caldo possano arrivare quelle bombe d’acque che in caso di un deflusso non regolare rischiano di provocare danni notevoli».

Intantol’ente è in attesa del disegno di legge sul riordino dei consorzi di bonifica che sarà approvato entro l’estate e porterà ad avere quattro realtà distinte in Liguria con competenze anche sui bacini idrografici. Lo ha annunciato l’assessore regionale Giacomo Giampedrone intervenuto a Roma all’assemblea dell’Anbi, associazione nazionale per la gestione e la tutela del territorio e acque irrigue, a cui ha preso parte anche il ministro dell’ambiente Galletti. «Sarebbe il coronamento di un lavoro consortile inziato 4 anni fa – commenta Massimo Morachioli – perchè con questa legge l’intero territorio ligure sarà soggetto a bonifica e dunque i cittadini diventeranno principali attori nella gestione del suolo e delle risorse idriche. Come consorzio abbiamo portato avanti questo percorso anche con i due eventi organizzati ad Expo e ad Albenga con la partecipazione di molti sindaci liguri che hanno subito sostenuto la proposta che la Regione potrebbe presto trasformare in legge. Stiamo organizzando un altro incontro entro ottobre alla Fortezza Firmafede di Sarzana per illustrare tutti i contenuti e  le potenzialità  date dal riordino anche sulla base di esempi di altre regioni quali Toscana, Veneto, Lombardia nei quali i consorzi lavorano in armonia con i governi e i territori locali».