San Miniato, 15 aprile 2017 - Cresce l'attesa anche per rispondere ad una domanda. Ma davvero Credit Agricole è qualcosa di più che dietro la porta della Cassa di Risparmio di San Miniato per portarla in acque sicure? Sì, il destino del salvataggio della Carismi potrebbe davvero passare dall’Adriatico ed unirsi a quello delle «Casse» di Rimini e Cesena, sulle quali ci sono da tempo gli occhi di CariParma, l’istituto emiliano del gruppo francese Credit Agricole. «Prima di prendere posizione su questa possibilità che potrebbe essere vicinissima se sarà raggiunto l’accordo con il Fondo interbancario, vogliamo vedere il piano industriale e in particolare i livelli occupazionali e le politiche di rilancio della banca sul territorio», dice Claudio Fiaschi (Fisac Cgil). «Ovviamente il passaggio della Carismi dentro un soggetto bancario già presente e strutturato ci trova favorevoli e mi fa piacere che la Fabi sia sulla stessa lunghezza d’onda». 
Infatti Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi  – il sindacato principale di maggioranza –, ha dichiarato nelle ore scorse alle agenzie: «Per le tre banche Cassa risparmio Rimini, Cassa di Cesena, Cassa di San Miniato non vogliamo salti nel buio né avventure di nessun genere e affermiamo senza ipocrisie e con la massima chiarezza che preferiamo nettamente la soluzione Cariparma Credit Agricole». «Anche in un recente passato il Gruppo Cariparma Credit Agricole ha dato ampie garanzie di stabilità sociale e di salvaguardia dell’occupazione, oltre che di assistenza e consulenza economica al servizio dei territori e delle economie locali. Per questi motivi – prosegue Sileoni –l’istituto guidato da Giampiero Maioli rappresenta l’unica soluzione possibile per il salvataggio di Cassa di risparmio di Rimini, per Cassa di Cesena e Cassa di San Miniato, in un momento così difficile per il settore bancario». «Siamo certi – aggiunge – che Banca d’Italia e le istituzioni europee sapranno guidare l’operazione di acquisizione partendo dal presupposto che quelle date da Cariparma Credit Agricole sono garanzie di stabilità, di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e di mantenimento sul territorio degli storici marchi delle banche, pur in un’ottica di efficientamento organizzativo e strutturale».«Confidiamo, pertanto, che entro pochi giorni ci si avvii a risolvere questa delicata fase di acquisizione, eliminando per il settore un problema che si trascina ormai da troppo tempo». Restano in piedi le altre trattative: quella con l’assicurazione Barent’s e quella con la cordata di imprenditori guidata dall’adivisor De Bustis.