Arezzo, 23 dicembre 2017 - Il recente "Regolamento per la tutela e il decoro del centro storico" evidenzia alcune contraddizioni e carenze dell'attuale amministrazione comunale. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, in passato, avevano già richiesto una limitazione al proliferare di call-center, self-service o sale giochi per tutelare il decoro urbano e che, di conseguenza, apprezzano e condividono i contenuti della norma votata nel corso dell'ultimo consiglio comunale. Allo stesso tempo, l'associazione evidenzia come alcuni aspetti del regolamento siano incoerenti con le politiche attuate nell'ultimo biennio che non sono state in grado di valorizzare turisticamente il centro storico o di proporre eventi volti a promuovere l'"aretinità". Il regolamento è stato infatti varato anche come uno strumento orientato a migliorare l'esperienza del visitatore attraverso le tipicità e le tradizioni locali, ma questa volontà cozza con alcuni dei principali eventi organizzati ad Arezzo come l'attuale mercato tirolese o lo storico mercato internazionale che, nonostante i numeri positivi, di aretino hanno ben poco. «Approviamo l'idea di un regolamento che possa migliorare la visita del turista facendogli scoprire i prodotti del territorio - commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, - ma chiediamo allora coerenza all'amministrazione che finora si è fatta vanto di portare nel centro storico eventi che valorizzano prodotti e tradizioni provenienti da altre regioni, altri Paesi e altre culture, come sta succedendo ora con il mercatino tirolese».

Approvato il regolamento, i Popolari per Arezzo si augurano che questo venga ora seguito da azioni concrete in sostegno ai commercianti e all'economia del centro storico attraverso la valorizzazione culturale e turistica della città. L'associazione ritiene necessario attuare strategie lungimirante per veicolare l'identità e i tesori artistici del territorio, riuscendo a canalizzare importanti flussi di visitatori verso le ricchezze del centro storico e a diffondere l'immagine di Arezzo in Italia e nel mondo. In questo senso, i Popolari per Arezzo ribadiscono contrarietà alla nascita delle fondazioni dedicate alla cultura e al turismo verso cui permangono ancora forti dubbi riferiti alle finalità, alla durata, alle risorse e al personale a loro dedicato. «Queste fondazioni - aggiunge Soletti, - sembrano solo un nuovo "carrozzone" per deresponsabilizzare un'amministrazione che finora ha ottenuto ben pochi risultati legati alla cultura e alla promozione turistica. Per essere realmente funzionale, il regolamento per il centro storico deve essere affiancato anche da politiche mirate per valorizzare l'identità della città e il suo patrimonio artistico, come succede in altri Comuni dove già sono in vigore ordinanze simili. Lo spirito alla base di queste operazioni, infatti, non deve essere quello dell'"anti-kebab" e della lotta al non-aretino ma alla base di tutto deve esservi la reale volontà di sostenere le attività commerciali del centro storico avvalendosi di cultura e turismo».