Arezzo 29 novembre 2017 - “Una storia vera”. Vera come la Seconda guerra mondiale, che nelle campagne e sull’Appennino toscano ha seminato stragi e morte. Vera come la resistenza, che ha forgiato per sempre intere generazioni. Vera come i reperti bellici, che affiorano dal terreno a risvegliare la memoria. Vera come l’arte, che si fa interprete delle emozioni e dello spirito di un tempo. “Una storia vera” è il titolo della personale di Paolo Antonio Toci che sarà inaugurata venerdì 1 dicembre ad Arezzo, alle 19 alla  Galleria Bruschi in piazza San Francesco. Una mostra che riflette la storia di un territorio - la Toscana e la provincia aretina in particolare – e di un epoca – gli anni dal 1943 al 1945 – attraverso un percorso incentrato sull’essere umano, vittima e carnefice di se stesso negli anni più oscuri del Novecento italiano. Con una linea netta, decisa, Toci estrae inconfondibili figure da una polverosa terra, animandole attraversi i colori non colori che da anni ne caratterizzano l’opera. Volti segnati dalla fatica, bambini privati del loro tempo, speranze di un mondo migliore. I nostri nonni, i nostri padri e le nostre madri, la pioggia e il freddo, il sangue e il sudore. La ricerca di Toci è stata un lungo e assiduo cammino a ritroso nel tempo, nei luoghi dove le battaglie sono state più dure. L'artista personalmente estratto dalla terra, nei siti storici, oggetti, bossoli, ricordi, spille monete, installati seguendo un'attenta simmetria a completamento della mostra. “Una storia vera” è curata da Nicola Maranesi, giornalista e storico, e si completa con i testi scritti dal professore di storia Bruno Caneschi. La mostra, patrocinata dal comune di Arezzo, resterà aperta al pubblico fino al 9 dicembre.