Mchedlidze e quella doppietta al Cagliari: "Nicola? Con lui tornerei ad allenarmi"

L’ex bomber azzurro protagonista nella sfida contro i sardi il 17 dicembre 2016: il primo gol dopo 8 minuti, il raddoppio nella ripresa

Mchedlidze e quella doppietta al Cagliari: "Nicola? Con lui tornerei ad allenarmi"

Levan Mchedlidze, 33 anni, georgiano, ex attaccante azzurro, ha indossato la maglia dell’Empoli dal 2010 al 2019 (foto Empoli Fc).

di Ilaria Masini

EMPOLI

Levan Mchedlidze, lei il 17 dicembre 2016 ha deciso un Empoli-Cagliari 2-0 grazie a una doppietta. Ricorda quella gara?

"Perfettamente. Era una sfida molto importante per la salvezza come lo sarà quella di domenica prossima per la squadra attuale. Ero molto felice perché avevamo vinto".

E lei non è stato l’unico a lasciare il segno in quella partita…

"Certo, ricordo benissimo il miracolo di Skorupski che ha parato un calcio di rigore a Joao Pedro".

La continuità è la vera arma dell’Empoli?

"È una formazione in salute e spero tanto che continui con questi risultati, che non si fermi dopo tre vittorie e tre pareggi. Io non mi perdo mai una partita, anche adesso che sono appena tornato in Georgia continuerò a seguirli sempre".

Il cambio di marcia è merito dell’arrivo di Davide Nicola? "Nei giorni scorsi ero a Empoli e sono andato ad assistere ai suoi allenamenti. È bravissimo. Si vedeva subito, fin dal primo giorno, che i giocatori lo seguono al massimo. I risultati infatti non arrivano per caso."

Da cosa è rimasto colpito durante le sedute di lavoro? "Quello che ho visto dal vivo è stato molto interessante, sia a livello tattico che mentale. Avrei voluto allenarmi anch’io da quanta carica mi trasmetteva perché Nicola è molto coinvolgente e non molla un secondo. I giocatori devono sfruttare le qualità di questo allenatore che ha risvegliato la squadra. Ha tirato su di morale tutti e, se lo seguono, continueranno a fare risultato e così si salveranno".

Quale può essere il rischio contro il Cagliari?

"L’Empoli deve solo continuare a fare quello che sta facendo, a crederci sempre fino alla fine come contro il Sassuolo. Per la salvezza sarà una battaglia fino all’ultimo e sono vietati cali".

Niang si sta dimostrando un cecchino dal dischetto. Quanto è stato importante il suo arrivo?

"È stata molto brava la società sul mercato a gennaio. Niang ha fatto tre centri in tre partite e speriamo non si fermi più. È un giocatore d’esperienza che conosce il nostro campionato quindi sarà sempre più importante dentro gli schemi. E poi non dimentichiamoci di Cambiaghi e Zurkowski che sono davvero forti e devono soltanto credere in loro stessi e in tutto quello che fanno".

Come procede l’inserimento del suo giovane connazionale Goglichidze?

"E molto felice di essere a Empoli e sa che deve lavorare ancora per crescere per poi giocare. È molto carico e in città sta benissimo".

Le ha dato qualche consiglio? "Deve lavorare e basta, anche più degli altri. È tutto nelle mani di Saba. È stato fermo quasi un mese mezzo perché in Georgia il campionato è finito a inizio dicembre e quindi per lui è necessario ritrovare la condizione, ma è un ragazzo intelligente e un professionista. In più fisicamente è forte e ha tutto per stare in Serie A".

È in una piazza ideale?

"Come a Empoli non si sta da nessuna parte. Io ho un po’ girato nella mia carriera ma qui è un posto unico per l’armonia fra giocatori, staff e società. Non è solo un club ma una famiglia che ti fa maturare. Io avevo 14/15 anni quando sono arrivato e Fabrizio Corsi è stato fondamentale nella mia crescita. Il “Pres“ mi è stato accanto nei momenti difficili e in quelli belli. Empoli è speciale".

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