
I danni dell'alluvione in Toscana
Firenze, 9 giugno 2024 – Il tira e molla è finito. I soldi promessi sono arrivati. Un segnale importante da Roma. L’impegno che la premier Meloni aveva preso quando era venuta a Firenze a firmare il patto di coesione e sviluppo è stato rispettato.
Ora non c’è più spazio per polemiche e proteste. Ricorderete: il centrodestra diceva ’abbiamo fatto tutto quanto pattuito’, il centrosinistra ribatteva ’sono solo briciole’ . Ora c’è spazio solo per fare arrivare a destinazione i soldi. L’altro giorno il presidente toscano e commissario per l’emergenza Eugenio Giani ha confermato che il bonifico è stato girato nelle casse toscane.
Insomma i famosi 67 milioni per aiutare chi è stato colpito dall’alluvione sono disponibili, ha detto chiaro e tondo il governatore a Montemurlo di fronte a cittadini e imprese. Gli uffici, ha annunciato Giani, sono al lavoro per impostare le procedure per l’erogazione dei ristori. Obiettivo: entro metà luglio dare una prima risposta a circa 10mila persone che hanno subito danni. Bene così. La Regione ha messo a disposizione anche un suo tesoretto di soldi, così come risorse ad hoc sono arrivate dal ministero del Made in Italy e da quello degli Esteri (per le imprese che fanno export). Non solo: dal recente incontro che Giani ha avuto con i parlamentari toscani di tutti gli schieramenti è emersa la possibilità che in Toscana possano arrivare risorse aggiuntive dalla cassaforte Pnrr per far fronte al dissesto idrogeologico.
Tutti (istituzioni e partiti) sono chiamati a mobilitarsi affinché soldi ’speciali’ arrivino sul territorio: la Toscana ha bisogno di certezze in più e deve avere sempre meno paura quando piove. Condividere progetti e obiettivi a partire dall’Arno (il progetto fiorentino di sicurezza merita un confronto allargato) fino ai piccoli corsi d’acqua, quelli che all’inizio del novembre scorso hanno messo in ginocchio mezza regione, è fondamentale. Per inaugurare una stagione nuova.