Covid e scuola, la sanificazione dei banchi (foto d'archivio Germogli)
Covid e scuola, la sanificazione dei banchi (foto d'archivio Germogli)

Prato, 13 gennaio 2022 - Regole applicate a macchia di leopardo nelle scuole. Matteo ha 12 anni, frequenta la seconda media, si è ammalato di Covid durante le feste natalizie. Per fortuna prima dell’inizio delle lezioni, il 10 gennaio, si è negativizzato. Poco importa perché senza il certificato di fine isolamento rilasciato dall’Asl non è stato riammesso a scuola. E così anche se negativo per tre giorni è stato costretto alla dad. Eppure l’ordinanza firmata lunedì dal presidente della Regione serviva proprio a questo, ad evitare che persone negative, che siano lavoratori o studenti, restassero in casa in attesa del via libera istituzionale. Se il certificato di fine isolamento dell’Asl non dovesse essere ricevuto entro 24 ore dal tampone, basterà l’esito negativo di quest’ultimo per rientrare in classe: l’ordinanza di Giani dice questo, peccato che non tutte le scuole l’abbiano recepita. Tanto che alcuni presidi già prima che arrivasse il nulla osta della Regione accettavano studenti solo con l’esito del tampone, altri si sono adeguati alle nuove regole da lunedì e altri ancora hanno preferito prendere tempo, continuando ad applicare le vecchie regole in attesa di comunicazioni ufficiali.

A chiarire i dubbi delle famiglie ci ha pensato lo stesso Giani, che in un video su Facebook specifica: "Se la Asl, entro 24 ore, non riesce a trasmettere il provvedimento di fine isolamento richiesto dal datore di lavoro o dal preside della scuola per i bambini, sarà sufficiente mostrare il tampone fatto al momento della positività e quello fatto una volta negativizzati. Un silenzio assenso che permette di liberare i cittadini rimasti bloccati". E certo è che tra gli alunni, fino a ieri, erano davvero tanti quelli costretti a casa anche se guariti perché privi del fatidico certificato.

"L’ordinanza riassume ciò che chiedevamo con forza da giorni – commenta l’assessore all’istruzione Ilaria Santi –. Dopo 24 ore dal tampone negativo si può uscire, tornare a lavoro e quindi anche a scuola. Ho subito inoltrato la comunicazione a tutti i presidi: gli studenti devono essere riammessi a scuola se negativi". Vale lo stesso per i docenti: "Abbiamo numerosi insegnanti negativi bloccati a casa, con questo provvedimento potranno tornare a lavoro: è quello che attendevamo", aggiunge Santi.

Se per chi si è contagiato durante la pausa natalizia e a scuole chiuse il meccanismo del rientro è valido, non è altrettanto semplice la questione d’ora in poi con casi che si presenteranno durante le ore scolastiche. Sono in corso riunioni tra mondo della scuola e dipartimento di prevenzione per capire come gli istituti possano agire. Pare assodato che i bimbi contagiati durante le vacanze, e quindi non sottoposti a provvedimenti di quarantena attivati dalla scuola, siano riammessi a lezione con il semplice tampone negativo. Per chi, invece, dovesse diventare positivo in questi giorni, la questione è ancora aperta, le indicazioni del ministero non sono allineate con quelle della Regione: tra i presidi alle prese con continui cambi normativi regna l’incertezza.
 

Silvia Bini