La professoressa Chiara Azzari
La professoressa Chiara Azzari

Firenze, 27 novembre 2021 - L’ospedale pediatrico Meyer costretto ad applicare la procedura per le grandi emergenze. Si sta ribaltando completamente l’organizzazione, così come avvenuto per il Covid negli ospedali per adulti, ora succede con il virus sinciziale negli ospedali pediatrici di tutta Italia. Un numero eccezionale di casi di bronchiolite da Rsv sta creando forti criticità: in Lombardia sono stati costretti a far ricoverare alcuni piccoli anche fuori regione. "Siamo in una situazione di grave stress organizzativo – spiega il direttore generale Alberto Zanobini – Avevamo ripreso a pieno ritmo tutte le attività dopo l’emergenza Covid e siamo stati costretti a riorientare tutto l’ospedale su questa nuova emergenza, praticamente rimandando tutta l’attività programmata per aprire posti letto aggiuntivi in area critica". 

Stop agli interventi programmati, dunque. Sono garantite solo le urgenze. E anche sull’uso del pronto soccorso arriva un appello: "E’ bene non utilizzarlo per questioni non urgenti in questa fase così critica, ma invito i genitori a rivolgersi al pediatra di famiglia: da loro ci aspettiamo il massimo impegno in questo momento", incalza Zanobini.

Ora in pediatria al Meyer ci sono 54 bambini ricoverati di cui ben 47 con sindromi acute respiratorie causate da virus sinciziale che colpisce con maggior frequenza i più piccoli entro l’anno di età e in particolare sotto i sei mesi: la letteratura medica riporta un’incidenza di 45 casi per per mille proprio in quella fascia d’età, di cui il 7 per mille casi severi. "Ogni anno ricoveriamo circa 40 bambini, ora siamo a 150 nel solo mese di novembre", dice la responsabile del Laboratorio di immunologia, professoressa Chiara Azzari che con il suo team, in particolare grazie al lavoro della biologa molecolare Maria Moriondo, ha modificato la metodica dei tamponi riuscendo, con un unico prelievo, a rilevare la presenza dei virus Covid e Rsv. 

Un passaggio importante quello del tampone unico: che consente fin dall’ingresso dei piccoli e del genitore di indirizzarli nel percorso adeguato, evitando di infettare altri pazienti. Per far posto ai bambini bisognosi di cure il Meyer ha già allestito 16 letti aggiuntivi in pediatria. Già aumentato di due unità anche il numero dei posti in terapia intensiva neonatale: 11 letti su 12 sono occupati da piccoli con Rsv. 

«Complessivamente, nelle varie aree a diverse intensità di cura, in questo momento ci sono 64 bambini ricoverati per virus sinciziale. Oltre a 5 piccoli pazienti in osservazione e ai letti che devono essere tenuti liberi per il Covid", spiega il dg Zanobini. Se consideriamo che le ospedalizzazioni sono solamente la punta dell’iceberg in questo momento è in atto una vera epidemia da virus sinciziale, con casi almeno quadruplicati rispetto agli anni passati. 

«E’ vero che si tratta di un virus talmente contagioso che la quasi totalità dei bambini viene infettata entro i due anni di età", spiega la professoressa Azzari. Il virus è aggressivo: un caso su cinque tra quelli ospedalizzati ha bisogno della terapia intensiva con assistenza alla repirazione ad alti flussi di ossigeno, casco Cpap, fino all’intubazione.

Ma l’aumento così significativo come si spiega? "Probabilmente per quasi due anni i bambini non sono venuti a contatto con il virus a causa delle restrizioni per il Covid, quindi ora con la ripresa normale delle attività ha trovato sistemi immunitari impreparati e sta colpendo a mani basse", dice Azzari.

Sono molti i ceppi di Rsv, alcuni più aggressivi: si sta studiando se l’epidemia di quest’anno sia dovuta a uno o più di questi sottotipi. E non c’è un vaccino disponibile. Occorre fare attenzione al contagio. Soprattutto gli adulti che prendono il virus con sintomi di un banale raffreddore possono passarlo ai piccolissimi che rischiano molto.