Radicofani (Siena), 24 novembre 2021 - Le vie del borgo, le piazzette suggestive, il cuore stesso di Radicofani, sono una litania di luoghi deserti. La gente del comune che fu patria di Ghino di Tacco è spaventata dall’impennata di casi positivi. In percentuale ben sopra la soglia di rischio, dati da zona rossa.

Strade deserte a Radicofani; nel riquadro il sindaco Fabbrizzi

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Al tempo stesso, molti sono arrabbiati per la ribalta mediatica e per la calata delle troupe televisive in questa terra abbarbicata ai piedi di un vulcano. A Radicofani è in vigore una sorta di lockdown ’spontaneo’. Diversi i negozi chiusi, qualcuno punta l’indice contro i commercianti no vax, che avrebbero innescato la catena di contagi.

Nonostante l’indice dei vaccinati nel Comune sia in linea con quelli della Regione Toscana. La caccia agli untori va di pari passo con le misure restrittive per evitare il diffondersi del virus. Tutto è cominciato dieci giorni fa, con una trentina di positivi emersa da tamponi rapidi. Molti contagiati confermati anche dal test molecolare. Tra i casi anche vaccinati con doppia dose, assieme a due alunni delle scuole elementari.

Trentuno positivi in un paese con meno di 900 abitanti, più altri 300 nella frazione di Contignano, sono un numero sufficiente per far suonare l’allarme rosso. E così ha fatto il sindaco Francesco Fabbrizzi, che ha preso decisioni rapide. "Visti i risultati dei tamponi - ribadisce il sindaco di Radicofani - ho invitato i cittadini a uscire di casa il meno possibile. E ho disposto la chiusura delle scuole per due giorni. Mercoledì (oggi per chi legge, ndr ) riaprirà la scuola elementare, tranne una classe in quarantena, mentre la media resterà chiusa fino a quando arriveranno dati più tranquillizzanti".

Naturalmente è scattata la corsa ai tamponi, l’unica farmacia è stata presa d’assalto e non ce l’ha fatta a evadere tutte le richieste. I cittadini di Radicofani sono andati nei paesi vicini a sottoporsi ai tamponi. Eppure la reazione prevalente è la stizza per un clamore eccessivo.

Gli abitanti di Radicofani lo ripetono davanti alle telecamere delle trasmissioni Mediaset e Rai. Piombate in questo lembo estremo della provincia di Siena, richiamate non tanto dal numero dei contagi o dalle percentuali, ma dall’evocazione storica legata a Ghino di Tacco.

Già, il bandito buono che pretendeva i pedaggi sulla Cassia sia all’andata che al ritorno da Roma, che elargiva i soldi ai poveri della zona. Ritornò in auge quando Eugenio Scalfari ribattezzò il presidente del consiglio Bettino Craxi come novello Ghino di Tacco.

E siccome la politica è beffarda, quell’epiteto che voleva essere una critica, fu usato da Craxi come una mossa di judo contro il suo avversario. Prima firmò i suoi articoli di fondo sull’Avanti, usando come pseudonimo il nome del bandito. Poi, con un abile mossa propagandistica, finanziò il restauro delle mura della Rocca di Radicofani con i miliardi del Fondo Investimenti Occupazione.

E fu uno show quando Craxi atterrò con l’elicottero nel campetto di Radicofani, per inaugurare i lavori di restauro delle mura, con la sindaca socialista del Comune, Anna Buonsignori, ad attenderlo festante.

La storia, però, cede il passo alla cronaca. La ribalta mediatica legata ai contagi ha portato già, come rivela il sindaco Fabbrizzi, ad alcune disdette di turisti che intendevano passare il Natale sulla Rocca. Sono 40 i casi positivi, con gli altri radicofanesi che si sono messi in autoquarantena, anche con tamponi negativi. Il sindaco assicura che "il peggio è alle spalle", la normalità tornerà nei prossimi giorni. Sotto una pioggia fredda, Radicofani aspetta che i contagiati tornino negativi.