Medici in reparto Covid
Medici in reparto Covid

Firenze, 13 gennaio 2022 - La buona notizia è che le terapie intensive della Ausl Toscana Centro reggono bene il ritmo dei nuovi ricoveri per Covid. La cattiva è che i reparti ordinari e gli alberghi sanitari stanno registrando una pressione enorme. Con un problema inedito e che continua a crescere: i tanti soggetti che arrivano in ospedale per altre patologie e che poi scoprono di essere "anche" positivi, con enormi complicazioni logistiche. A fare il punto è Emanuele Gori, direttore sanitario della Ausl Toscana Centro. "Al momento il 35-45% circa dei pazienti positivi presenti nei nostri ospedali è lì per altre patologie – spiega - e incidentalmente viene trovato positivo al Covid-19. Questo sovraccarica i reparti perché dobbiamo inserire queste persone nel percorso Covid. Abbiamo dovuto creare anche sei posti letto di sub-intensiva Utic Covid fra Ponte e l’Osma per persone colpite da infarti e patologie cardiache, ma risultate anche positive al test". 

A restituire una fotografia della situazione l’andamento dei posti letto dal 5 al 12 gennaio. "Quelli di terapia intensiva – prosegue Gori - sono passati da 25 a 34, dei quali 30 occupati, nel 90% dei casi da non vaccinati. Durante il picco del 7 aprile, nel momento di massima pressione sul sistema sanitario, erano 99: è evidente quindi che siamo ben lontani da quei dati. I posti letto di degenza ordinaria sono passati invece da 300 a 400, con un +34%. Al momento ne abbiamo due liberi e siamo pronti a un ulteriore aumento, per portarli a 428 entro lunedì. Per le cure a bassa intensità siamo saliti quasi del 50%: da 165 a 243. Lunedì arriveremo a 266 per poi passare a 300, un dato molto vicino a quello di aprile. Stiamo cercando anche di trovare posti letto in Rsa che abbiano già bolle Covid attive".

Infine c’è l’offerta degli alberghi sanitari con 501 camere in 5 hotel a Firenze e 6 fra Montecatini e la Valdinievole. Le camere occupate sono 429 (72 quelle libere) per un totale di 514 ospiti. "Il problema logistico maggiore – conclude Gori – è proprio la gestione degli asintomatici. Martedì il Dea di Santa Maria Nuova è andato in crisi perché sono emersi quattro pazienti positivi, tutti arrivati per altre motivazioni. Se non cambiano le regole, questo aspetto può diventare problematico, anche perché si abbina ai contagi del personale, spesso a sua volta asintomatico o con sintomi lievi. Al momento abbiamo circa 150 persone a casa fra positività e quarantene, anche se l’ultima ordinanza della Regione ci ha aiutato. Infine circa 160 operatori sono sospesi perché non in regola con l’obbligo vaccinale". 

Alla luce di questo quadro, secondo Gori, sarebbe importante una nuova strategia. "Il virus si modifica diventando meno aggressivo ma più contagioso – spiega -. Per assurdo questo passaggio, se da un lato è positivo a livello sanitario, dall’altro ci mette ancora più in ginocchio sul piano organizzativo. Almeno nei servizi essenziali dovremmo arrivare a far lavorare i positivi asintomatici, se vaccinati con tre dosi, ovviamente indossando i dispositivi di protezione".