Personale sanitario
Personale sanitario

Firenze, 12 gennaio 2022 - L’assistenza sanitaria è entrata in un nuovo tunnel. Una crisi grave, completamente diversa da quella vissuta sinora a causa della pandemia ma con coseguenze altrettanto gravi. Per via del grande numero di sanitari risultati positivi agli screening che vengono effettuati settimanalmente, molti servizi sono in ginocchio per carenza di personale: ieri 17 infermieri in servizio al pronto soccorso di Santa Maria Nuova, pur completamente asintomatici, sono entrati in isolamento. Con la bolla Covid satura di 16 persone, un paziente psichiatrico positivo è stato visitato in ambulanza, senza sbarellarlo: non ci sarebbe stato posto per il ricovero.

Simili scenari in molti reparti dove già si deve fare i conti con la penuria di sanitari. E’ stato chiuso il servizio di Procreazione medicalmente assistita a Careggi – personale tutto contagiato – Le pazienti, che effettuano trattamenti con scadenze non rinviabili, sono state dirottate ai centri pubblici di Cortona e dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore. L’ospedale si scusa per il disagio annunciando che "nel più breve tempo possibile" tornerà "alla piena operatività".

La Toscana chiederà di poter sospendere l’effettuazione dei test settimanali al personale (e di poter far lavorare nei reparti Covid i positivi asintomatici) per non rischiare che il numero degli isolamenti costringa a ridurre ancora l’attività ordinaria già ridotta al minimo. Sono stati chiusi ambulatori per visite specialistiche ed esami. E anche in ambito chirurgico sono state sospesi tutti gli interventi programmati, con le immaginabili conseguenze quando si dovrà ripartire: liste d’attesa fuori controllo.

Intanto si cerca di far fronte all’ondata di richieste di ricovero, sempre in crescita. Sono complessivamente 1.230 i posti letto occupati da pazienti Covid positivi in Toscana. La saturazione delle aree mediche è al 22% (con 1.108 ricoverati), quella delle terapie intensive al 21,4% (con 122). Con questo impetuoso ritmo di progressione, se non verranno aperti altri posti letto di cure intermedie, che sono fuori dal conteggio del tasso di riempimento in base al quale viene decisa la collocazione delle regioni nella fascia colore, la Toscana presto si ritroverà in zona arancione.

Per l’assoluta necessità di nuovi letti da oggi l’ospedale di Figline sarà nuovamente trasformato in bolla Covid. Ma si cercano posti anche per pazienti che a casa non possono essere gestiti dalle famiglie, spesso con condizioni sociali svantaggiate: saranno inviati nelle bolle Covid realizzate all’interno delle Rsa. Con l’attenzione dovuta alla separazione dei percorsi dagli ospiti negativi delle case di riposo, per stare lontani anche solo dall’idea che possa succedere come accadde nella prima ondata pandemica al Pio Albergo Trivulzio e in molte Rsa lombarde con un’ordinanza scellerata che consentì il ricovero di malati Covid in quelle strutture.

Il tasso di ingresso in terapia intensiva nella settimana tra il 3 e il 9 gennaio, in Toscana, è stato di 12 persone per milione di abitanti tra i 2.829.928 vaccinati e di 118 persone per milione di abitanti fra i 395.909 non vaccinati. La rilevazione effettuata dall’Agenzia regionale di sanità mostra un quadro dei ricoveri ospedalieri completamente mutato rispetto alle ondate precedenti e quanto sia importante essere vaccinati anche con la terza dose per evitare gli effetti più gravi della malattia. All’ospedale di Careggi su 136 ricoverati Covid positivi (al 7 gennaio), 60 sono finiti in ospedale per motivi diversi dal Covid (patologie cardiovascolari, traumi e decadimento cognitivo) ma riscontrati positivi al tampone pur asintomatici (il 44,1%): era vaccinato il 70% di cui il 30% anche con richiamo. A Ponte a Niccheri su 47 positivi al 5 gennaio, 16 (il 34%) ricoverati per traumi, scompensi psicotici, infarto, sincopi e infezioni: il 70% era vaccinato e il 30% anche con booster.