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Elezioni / Intervista a Massimo Mallegni: "Sarò il sindaco del mio collegio"

"Sono felicissimo, i cittadini hanno votato con la testa"

Ultimo aggiornamento il 6 marzo 2018 alle 16:10
Massimo Mallegni

Pietrasanta, 6 marzo 2018 -  Dice di aver percorso con la sua auto 14.610 chilometri in un mese e mezzo, per un totale di 210 incontri. Una fatica titanica ripagata, il prossimo 24 marzo, dall’insediamento a Palazzo Madama. Il neo senatore Massimo Mallegni, tre volte sindaco di Pietrasanta e vice coordinatore vicario regionale di Forza Italia, ha festeggiato il suo successo ieri alla sede elettorale di Pietrasanta, sull’Aurelia, con il classico brindisi con amici, colleghi e sostenitori.

Che sensazioni prova?

«Sono felicissimo, il risultato del collegio in cui ero candidato dimostra un dato inequivocabile: gli elettori hanno capito che si vota con la testa, premiando chi si impegna sul territorio».

La sua è un’elezione storica.

«Vero: per la prima volta dopo 50 anni Pietrasanta ha un parlamentare eletto sul suo territorio. L’ultimo fu Leonetto Amadei, che con stima, deferenza e soggezione non potrò mai eguagliare».

Merito dei 116mila voti raccolti dal centrodestra in Toscana.

«Non so come ringraziare tutti i cittadini che ci hanno votato, in primis Pietrasanta e la Versilia, fino al resto della provincia di Lucca e nella zona di Massa Carrara. Nessuno ci ha fatto mancare il suo apporto, consentendoci di vincere ovunque Il risultato del collegio ‘Lucca 5’ è il più alto a livello regionale, meglio ancora di ‘Firenze 1’, cioè il collegio di Renzi. Per l’uninominale parlano i numeri: per la Camera abbiamo vinto in 7 collegi su 14 e per il Senato in 4 su 7. Il centrodestra in Toscana è maggioranza. Dirò di più: sarò il ‘sindaco’ del ‘comune’ Toscana 5».

Che significa?

«Vuol dire che non lascerò mai questo territorio. La mia presenza sarà costante, ci sarà una segreteria aperta a tutti per raccogliere consigli e segnalazioni. Voglio essere di supporto a tutte le amministrazioni locali, a prescindere dal loro colore. Ho fatto il sindaco di Pietrasanta e ora voglio essere senatore per la nostra nazione».

Quali incarichi avrà?

«Non mi aspetto niente, ero già onorato della mia candidatura, chiesta da Berlusconi. Si partiva da un -7%, quindi una sconfitta certa, e invece abbiamo ottenuto 10 punti percentuali in più».

E così il 24 marzo entrerà a Palazzo Madama.

«Mi auguro che quel giorno ci siano tanti pietrasantini. Non solo, vorrei portare le scuole e le associazioni del nostro territorio a Roma, una volta al mese, per far conoscere i ‘palazzi’ della gente».

Si è dato obiettivi prioritari?

«Certo, il primo sarà estrarre i balneari e gli ambulanti dalla Bolkestein in quanto è un provvedimento che non riguarda la concessione di beni ma di servizi. Il giorno dopo l’insediamento chiederò inoltre un incontro ai prefetti di Lucca e Massa Carrara per il tema migranti, su cui non indietreggio: i clandestini vanno rimpatriati».

Senza l’arresto del 2006 avrebbe potuto essere a Roma già da dieci anni

«Sono fatalista e credo che la vita sia frutto di circostanze. Ma quello è stato un caso di ingiustizia assurda. E’ stato commesso un atto violento nei confronti di una comunità, per anni bloccata sotto il giogo di un’Inquisizione non corretta. Ho aperto la campagna elettorale davanti al carcere di San Giorgio e lì vorrei concluderla».

Un pensiero per gli avversari?

«A loro va l’onore delle armi. A parte qualche ‘punturina’ è stata una campagna elettorale corretta».

Daniele Masseglia

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