Arturo Maffei
Arturo Maffei

Viareggio, 8 aprile 2017 - «Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi, e poi ritornano» cantava Antonello Venditti. Prendiamo in prestito uno dei ritornelli musicali più celebri del cantante romano sostituendo però il sostantivo «amore» con «cimeli». E mai come in questo caso il concetto risultante è veritiero.

I cimeli del grande Arturo Maffei hanno fatto dei giri immensi (in tutti i sensi), ma non sono finiti...nel dimenticatoio. Anzi, adesso sono ritornati. In grande stile.

E quel museo a lui dedicato, e che il compianto fuoriclasse viareggino del salto in lungo tanto si è meritato, finalmente ha trovato una location adatta. Allo stadio dei Pini “Torquato Bresciani”, lo stesso dove intitolata ad Arturo Maffei c’è già da tempo anche la pedana del salto in lungo sulla pista d’atletica, dietro la porta lato Darsena.

Maffei adesso avrà una sorta di museo tutto suo nella sala stampa dello stadio di Viareggio. E proprio il luogo dove si svolgono tutte le conferenze stampa del Viareggio calcio e dove avvengono le interviste di allenatori e giocatori a fine partita sarà intitolato a lui. La bella idea è venuta alla società del Viareggio 2014 di concerto con l’amministrazione comunale cittadina. «Sua figlia Gloria Maffei ci teneva tantissimo – racconta un emozionato Cristiano Baroni, presidente del Viareggio 2014 – per noi è un onore ospitare i cimeli del grande Arturo Maffei, autentico simbolo dello sport in città».

Una stanza addobbata di tutto punto, con un suggestivo murale sul soffitto, le pareti ridipinte con tonalità azzurra e le teche piene di coppe, medaglie, trofei, fotografie e giornali d’epoca. Questa sarà la sala stampa “Arturo Maffei” che verrà inaugurata domani alle 14 prima dell’inizio della partita del campionato di Serie D fra il Viareggio e la Fezzanese (scontro decisivo nella lotta salvezza, e in vista del quale la società bianconera si sta mobilitando per riempire lo stadio con varie iniziative). Il «caso» dei cimeli dimenticati di Arturo Maffei deflagrò nell’ottobre del 2015 grazie al nostro giornale che al tempo, prima di chiunque altro, sollevò la questione.

I cimeli sportivi, che il campione viareggino nato il 9 novembre 1909 e venuto a mancare il 17 agosto 2006 aveva donato alla città, inizialmente erano custoditi nel sotto tribuna dello stadio dei Pini in attesa di un «Museo dello Sport» mai realizzato (...almeno finora). Poi, dopo la ristrutturazione dell’impianto, gli armadi con le reliquie finirono nella sede del Comune, nel corridoio che porta alla stanza del sindaco. Quindi il triste spostamento che li portò ad essere «ammucchiati» in un sottoscala nella sede dei vigili urbani, all’ex Tribunale. Un vero affronto, uno schiaffo alla storia. Ma ora ecco la grande rivalsa.

Così anche i più giovani potranno conoscere da vicino quell’uomo che nel 1936 alle Olimpiadi di Berlino gareggiò al fianco di Jesse Owens, fu testimone della storica mancata stretta di mano di Hitler al fenomeno americano e stabilì in pianura il record italiano di salto in lungo battuto solo 32 anni dopo, ma in altura, da Giuseppe Gentile a Città del Messico nel 1968.

I grandi risultati del viaregginissimo Maffei sono tutti riportati in questa nuova «sala stampa/museo», così come alcune curiosità su di lui (nel 1930 fu secondo portiere della Fiorentina in Serie B).