Rivolta-vaccini da parte dei medici di base della Versilia nord. Che lamentano: "Non possiamo certo essere noi a selezionare i pazienti che riceveranno il vaccino antinfluenzale, escludendo qualcuno che resterà senza questa copertura preventiva". A dirlo sono i dodici medici di famiglia dell’Ast n°6 della Versilia nord (D. Maggi, G. Cavirani, Pl. Bellucci, A. Pellizzari, R. Magri, A. Fontana, A. Bonci, M. Tomei, E. Santarelli, U. Lucia, L. Santini, A. Polacci). Medici conosciutissimi e che da tanti anni operano sul...

Rivolta-vaccini da parte dei medici di base della Versilia nord. Che lamentano: "Non possiamo certo essere noi a selezionare i pazienti che riceveranno il vaccino antinfluenzale, escludendo qualcuno che resterà senza questa copertura preventiva". A dirlo sono i dodici medici di famiglia dell’Ast n°6 della Versilia nord (D. Maggi, G. Cavirani, Pl. Bellucci, A. Pellizzari, R. Magri, A. Fontana, A. Bonci, M. Tomei, E. Santarelli, U. Lucia, L. Santini, A. Polacci). Medici conosciutissimi e che da tanti anni operano sul territorio di Forte dei Marmi Seravezza e Querceta e che tornano a denunciare le forniture scarse di presidi da parte dell’azienda sanitaria e la conseguente forte responsabilità che in queste settimane viene posta a capo dei dottori di famiglia, punto di riferimento di tantissimi pazienti. "Tutti abbiamo visto e letto l’intensa campagna vaccinale contro l’influenza che nasceva dalla circolare del ministero della salute del giugno scorso – premettono – circolare che quest’anno, per la stagione influenzale 2020-2021 prevedeva addirittura l’estensione della raccomandazione al vaccino già a partire dai 60 anni di età. Così tanti pazienti tra i 60 e i 64 anni avevano pianificato di vaccinarsi per la prima volta, e tutti confidavano in questa forma di prevenzione per allontanare in qualche modo la possibilità di errore diagnostico per i contagi ben più gravi da covid. Invece tutti sanno anche come’è andata. I vaccini per problemi di un fornitore sono arrivati soltanto in quantità ridotte".

"Giusto per dare qualche dato – spiega per parte sua il dottor Amleto Polacci – avevo personalmente prenotato un 30% di vaccini in più rispetto al 2019, circa 450, e invece me ne sono stai assegnati soltanto 230. Questo fatto che nessuno avrebbe immaginato ha così creato frustrazione tra i pazienti e tra noi operatori sanitari. C’è toccato così fare delle selezioni per poter vaccinare almeno i cosiddetti pazienti fragili e gli anziani avanti negli anni con pluripatologie". "Una selezione che non avremmo mai voluto e dovuto fare – continua il gruppo dei medici di famiglia dell’Ast n°6 – e che invece siamo stati costretti, nostro malgrado, a fare, quali e di chi siano le colpe di questa situazione. Gravissima e imperdonabile, proprio perché viene durante una seconda ondata di infezioni da coronavirus che sta mettendo in crisi il settore socio-sanitario. Non è ammissibile quanto è accaduto, così come non è ammissibile che non emergano responsabilità precise. Non possono pagare solo coloro che aveva pensato e sperato di potersi vaccinare come tutti gli esperti raccomandavano fino dall’inizio dell’estate".

Fra.Na.