Truffa dello specchietto (foto di repertorio)
Truffa dello specchietto (foto di repertorio)

Massarosa, 19 aprile 2019 - La 'truffa dello specchietto’ è tornata di moda a Massarosa. Ma i protagonisti dei tentati raggiri continuano, almeno nei casi venuti alla luce, a cannare completamente nella scelta delle potenziali vittime. Qualche settimana fa, un uomo venne messo in fuga da un carabiniere in pensione che riuscì pure ad immortalarlo grazie al circuito di telecamere di sicurezza installate a difesa della propria abitazione. E stavolta, un altro individuo ha provato a farla sotto il naso ad un carrozziere, a cui è servito meno di un secondo per elaborare la situazione e sventare la minaccia.

Erano circa le 11,30 di ieri mattina quando F.N. ha imboccato via del Molinaccio, una strada a senso unico tra Quiesa e Massaciuccoli. «Ero vicino alle poste di Quiesa – racconta – quando ho sentito un colpo e ho visto che avevo lo specchietto rovesciato. Ho fatto un’altra cinquantina di metri prima che il vetro cadesse a terra. A quel punto mi sono fermato e sono stato raggiunto da un uomo su una Golf bianca che mi ha accusato di averlo urtato con la macchina e avergli rotto lo specchietto». Ma qualcosa non tornava. «Il mio specchietto era girato dalla parte sbagliata: se avesse urtato il suo, si sarebbe girato verso l’interno, non all’esterno. E poi, di situazioni del genere ne ho viste parecchie in carrozzeria. Allora ho detto all’uomo, un tipo giovane, vestito bene, di statura medio-bassa con i capelli scuri e la barba, che avrei chiamato i carabinieri per sistemare la cosa. Ha cambiato subito colore, sbraitando qualcosa tipo ‘Ma che gente siete?’ con un accento dell’Est Europa, prima di rigirarsi e partire verso la Sarzanese».

Per fortuna, l’auto del massarosese non ha subìto danni: lo specchietto caduto a terra era stato protetto dall’involucro di plastica e in pochi attimi è tornato al suo posto. Resta la rabbia, però. «Purtroppo sul momento mi ero innervosito e non sono riuscito a prendere la targa. Oltre tutto ero pure senza telefono e quindi non ho potuto fotografare né lui, né la macchina. Certo che, tra tutti, ha voluto provare a truffare proprio me che faccio questo lavoro – conclude F.N. – ma “c’ha preso dieci”». Lieto fine, dunque, almeno in questo caso. Ma il problema resta, perché non sempre si incontrano sulla propria strada un ex carabiniere e un carrozziere. E quando la faina non si trova di fronte il cane da guardia, il danno economico – spesso anche di diverse centinaia di euro – è dietro l’angolo.