Ida Aragona, della Asl durante un incontro pubblico sul tallio

Pietrasanta, 15 settembre 2015 - Altro che amletico: il dubbio che sta assalendo una cittadina risultata contaminata dal tallio non la fa dormire la notte. «Ho abitato 32 anni vicino allo ‘Stagi’ e da tre anni vivo nel centro storico: quale delle due zone è piena di tallio?». E’ questo l’incipit del racconto di Laura Bresciani, iscritta al «Comitato tallio Pietrasanta», angosciata, come se non bastasse, da un altro problema. L’esito delle seconde analisi delle urine, fatte ad agosto, non è ancora arrivato. Aumentando così la circonferenza del suo punto interrogativo dopo che dalle analisi di luglio ha scoperto di avere una contaminazione di 1.05 microgrammi per litro (il limite è 0.5, come sostengono la Asl Versilia e di Siena).

«A luglio mi ha chiamato il dipartimento di prevenzione della Asl – spiega la donna – e quando ho saputo l’esito sono cascata dalle nuvole, visto che da tre anni abito in via del Marzocco e non ho mai bevuto acqua dal rubinetto. Le cose sono due: avendo vissuto 32 anni sulla provinciale per Vallecchia è probabile che il tallio lo abbia preso in quella zona e si sia accumulato, come dimostra il recente caso del quartiere ‘Accademia’ e di Città Giardino. Zona, se così fosse, contaminata da chissà quanto tempo. Se invece l’ho preso in via del Marzocco, al di fuori della zona ‘rossa’, vuol dire che quell’area è contaminata e lo hanno tenuto nascosto. In ogni modo – conclude Bresciani – ho ripetuto le analisi il 4 agosto e non so ancora nulla: mi hanno detto che il laboratorio della Asl di Siena era chiuso: possibile? E’ normale far aspettare un cittadino così tanto tempo?».

Su questo dettaglio arriva la conferma di Ida Aragona, responsabile del dipartimento prevenzione: «E’ vero, ad agosto a Siena hanno rallentato l’attività perché erano in servizio solo due persone, alternate. Parliamo dell’unico laboratorio in Toscana che si occupa di tossicologia occupazionale e ambientale. Ma appena riceveremo il rapporto di prova sarà nostra cura avvisare la cittadina». In merito invece alla contaminazione di Bresciani, secondo Aragona non ci sono dubbi: la zona ‘rossa’ è quella di via del Marzocco. «La strada era inserita nell’ordinanza di novembre – ricorda – e anche se non contesto i dati sanitari della cittadina posso garantire che ci sono stati diversi casi ‘strani’. Mi spiego meglio: ad aprile abbiamo dato il via alla ‘chiamata attiva’, con ampia partecipazione della cittadinanza. Al primo controllo la quasi totalità ha avuto un dato inferiore a 0.5 e in rari casi sopra la soglia. La ‘stranezza’ è che alcuni hanno trovato il tallio anche a distanza di mesi dalla revoca dei divieti. Oppure che all’interno di uno stesso nucleo, quindi con le stesse abitudini alimentari e di vita, tre persone siano risultate sanissime e la quarta contaminata: in un caso addirittura uno dei due coniugi». Aragona illustra quindi cosa succede di fronte a questi fenomeni: «Abbiamo ripetuto le analisi delle urine solo con i cittadini che al primo prelievo sono risultati sopra 0.5: è il protocollo che impone di controllare l’andamento nel tempo. Il verdetto arriverà dalla seconda analisi e dal ‘follow up’ dato che questi cittadini saranno seguiti: nessuno li chiamerà, ma dai ricoveri, dal consumo di farmaci e da altri elementi potremo capire il legame tra tallio e condizioni di salute».

Daniele Masseglia