Viareggio, 9 giugno 2021 - Più striscioni di protesta sono stati esposti stamani a Viareggio, in vari punti della città, dopo l'esito della sentenza della Cassazione sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009. Intanto stamani i familiari delle vittime, riuniti nell'associazione "Il mondo che vorrei", hanno commentato in  una conferenza stampa la sentenza della Cassazione. "Ieri è stata una giornata triste e buia per la giustizia di questo Paese", hanno detto. "La suprema Corte di Cassazione, confermando le due precedenti sentenze, avrebbe avuto l'opportunita' di salvare la vita a migliaia di persone e lavoratori. Invece questo dispositivo e' in forte dissonanza con quella che e' la realta' del paese. Dalla lettura del dispositivo, amaramente si sono salvate le societa' per azioni, in modo tale che il sistema attuale continui. Per ottenere cio' - proseguono - e' bastato cancellare l'aggravante dell'incidente sul lavoro, sconfessando i due gradi di giudizio precedenti e facendo cadere tutto l'impianto accusatorio sulle societa'. Abbiamo capito molto bene che gli amministratori delegati passano, ma le societa' rimangono." 

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«La Cassazione ha cancellato un reato e degli anni di condanna, ma ha comunque accertato che queste persone sono colpevoli. Questo è certo. Poi la prescrizione cancella degli anni di galera, ma a noi non interessa. Noi volevamo che le responsabilità fossero accertate. E questo è avvenuto». Ha detto Marco Piagentini, riferimento dell'associazione dei familiari delle vitime. «Abbiamo capito rispetto a ieri che» nella sentenza «ci sono dei profili di colpa importanti. Profili che sono stati confermati dalla Cassazione. Questo è ben chiaro», ha anche detto Piagentini. «Adesso - ha sottolineato - dobbiamo capire dalle motivazioni perché la Cassazione ha tolto l'aggravante dell'incidente sul lavoro». «Mio figlio (l'unico figlio superstite del disastro del 29 giugno 2009, ndr) - continua Piagentini - aveva già capito tutto: mi aveva detto che in questo Paese chi sbaglia non paga per gli errori. Ma io gli ho anche detto 'è vero, però è anche vero che quando si riconosce una colpa non possiamo chiaramente mettere noi le persone in galera, non sarebbe neanche giusto'». «Inoltre - ha aggiunto - gli ho anche detto che prima di tutto viene la responsabilità morale, poi quella civile e poi quella della legge. Qua noi cercavamo giustizia e abbiamo trovato la legge». Tra le 32 vittime, Marco Piagentini perse la moglie e due figlie, si salvò solo questo terzo figlio. Piagentini stesso, presidente dell'associazione Il mondo che vorrei che riunisce familiari delle vittime, è un superstite e fu tra i gravi ustionati del disastro. L'avvocato Tiziano Nicoletti, uno dei legali di parte civile, per i familiari, ha spiegato: «Aspettiamo le motivazioni della sentenza per capire in maniera chiara e definitiva i profili di colpa addebitati all'ingegner Moretti e agli altri imputati, profili che verrano rivalutati davanti alla corte di appello di Firenze. Ma qualcosa di positivo ieri è già avvenuto perchè la Cassazione, pur con le decurtazioni di pena dovute alla prescrizione, ha accertato comunque che il 29 giugno 2009 a Viareggio c'è stato un disastro ferroviario».

Scrive invece stamani su Facebook Daniela Rombi, madre di una giovane di 21 anni, Emanuela Menichetti, morta nella strage: «Abbiamo osato combattere il potere...ci ha bastonato...ma noi ci siamo già rialzati! Viareggio (e non solo) è in piedi insieme a noi, a testa alta! Ci saremo fino in fondo, tutti insieme!». 

Il sindaco di Pietrasanta: scriverò a Mattarella, le vittime uccise due volte

«La strage di Viareggio è senza colpevoli. È una sentenza vergognosa. Scriverò al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per manifestare lo sdegno di tutta la nostra comunità. Questa non è la giustizia che si merita il nostro Paese». Così in una nota il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, commenta la decisione della Corte di Cassazione che ha prescritto gli omicidi colposi per la strage ferroviaria di Viareggio del 2009. «La strage è avvenuta a Viareggio ma quel treno è transitato in molti scali - prosegue Giovannetti -. Quella notte di morte ha lambito tante vite ignare. Stragi come queste non possono essere liquidate senza colpevoli; non possono restare impunite. Ci sono vittime, ci sono famiglie che continuano a soffrire con grande dignità pretendendo solo quello che in uno stato normale ci si sarebbe aspettato. La giustizia ha dimostrato di non avere coraggio. La politica ha le sue responsabilità. Dodici anni di processo sono un macigno. Con una semplice parola, prescrizione, abbiamo ammazzato due volte le vittime della strage».