Stefano Marini, l’ormeggiatore eroe del porto di Marina di Pisa

Viareggio, 16 maggio 2018 - È in gravi condizioni, ricoverato nel reparto di rianimazione all’ospedale di Cisanello. Ma ha rischiato di morire annegato nelle acque del porto turistico a Marina di Pisa, dopo la caduta accidentale – ieri, verso mezzogiorno – dalla sua barca, un cabinato ormeggiato al molo ‘L’. Non è chiaro se l’armatore – un settantaseienne viareggino, G.C. le sue iniziali – abbia accusato un malore e per questo sia scivolato dalla scaletta della barca, o se proprio scivolando abbia battuto la testa e per questo perso i sensi. Fatto sta che l’hanno visto annaspare e sparire sott’acqua. Per fortuna una delle squadre di ormeggiatori che, su più turni, ispezionano i posti barca verificando che non ci siano in porto situazioni di pericolo, è subito salpata col gommone raggiungendo il punto in cui l’uomo era sparito sott’acqua.

Uno dei quattro compomenti del team, Stefano Marini – che è un provetto subacqueo ed ha anche il brevetto di bagnino –, non ha esistato a tuffarsi in acqua, completamente vestito (senza neppure togliersi dalle tasche portafoglio e telefono cellulare, andati perduti), riuscendo ad afferrare il settantaseienne, che, esanime, coi polmoni pieni d’acqua, stava annegando. Lo ha portato in superficie ed issato sul gommone, dove gli ha praticato la respirazione bocca bocca per far uscire l’acqua dai polmoni, tanto che quando lo hanno deposto sulla banchina, l’uomo aveva già ripreso a respirare autonomamente. Sono stati attimi tremendi, ma la prontezza di riflessi e il coraggio dell’ormeggiatore-bagnino e di tutto il team in servizio a quell’ora hanno davvero evitato il peggio. La centrale operativa del 118 ha inviato al Porto l’ambulanza della Misericordia di Pisa. Medico e volontari hanno stabilizzato il paziente e trasferito al pronto soccorso per le cure del caso.

La temperatura dell’acqua era fredda e il settantaseienne è andato in ipotermia. I medici lo stanno sottoponendo a tutti gli accertamenti diagnostici necessari. Per il momento la prognosi rimane riservata. Si tratta di capire se sia stato un malore ad aver provocato la caduta dalla barca o l’uomo abbia perso i sensi dopo un trauma che potrebbe essersi procurato proprio battendo la testa contro il rollbar, la scaletta o parte dello scafo. Certo deve la vita a Marini e ai suoi colleghi. «Non possiamo neanche telefonargli per ringraziarlo – dice Stefano Marini, amministratore delegato di Boccadarno spa – perché ha perso tutto. Era esausto e infreddolito anche lui, ma sta bene. Mi preme ringraziare tutti i nostri operatori che anche in questa occasione hanno dimostrato la loro professionalità. Ora l’importante è che questo signore si rimetta. Ho avvisato io stesso il figlio, di quanto accaduto. Ci auguriamo di vederlo presto ristabilito in perfetta salute».

p.z.