Viareggio, 6 luglio 2018 - Finiscono i finanziamenti regionali e circa 50 famiglie rimangono prive del sostegno del “Progetto Autismo”. Succede nella nostra Asl, ma non soltanto. Nel 2014 con una delibera regionale era stato finanziato nella varie Asl della Toscana un progetto che prevedeva vari interventi per bambini e adolescenti affetti da autismo e per le loro famiglie. In pratica all’Ospedale “Versilia” due psicologhe, per complessive diciotto ore alla settimana, seguivano i bambini e i ragazzi affetti da sindromi autistiche: dall’accoglienza , alla valutazione, alla terapia individuale. Ma esperienza ancora più interessante, era stata quella della fomazione di un gruppo cosiddetto di ‘autoaiuto’, composto da una decina di famiglie che sotto la guida della psicologa, si ritrovavamo per scambiarsi esperienze, consigli , stati d’animo, ecc.

Un lavoro molto importante prima di tutto per l’accettazione della diagnosi e poi per interagire anche con i fratelli, con il gruppo familiare in genere. Il progetto prevedeva anche i contatti con le scuole di frequenza dei bambini e dei ragazzi, la partecipazione agli incontri con i docenti, la risoluzione dei alcuni problemi che potevano crearsi nel percorso scolastico, compresi i rapporti con l’Ufficio scolastico regionale. Anche tre adulti autistici erano stati inseriti nel progetto. I finanziamenti sono stati sufficienti per circa tre anni dal 2015 a marzo 2018, quando sono finiti e le due psicologhe non hanno più potuto concludere neppure progetti individualizzati già avviati. Tutto finito, tutto fermo, in attesa di una ripresa, come spesso avviene negli enti pubblici. Ma da marzo ad oggi nessuno spiraglio si è aperto, nessuna risposta è giunta dall’Asl. Tutto tace, nonostante che nella delibera regionale fosse stato specificato che la Regione dava un avvio ma si invitava le diverse Asl a istituzionalizzare poi il servizio, inserendolo nei normali servizi erogati dall’azienda sanitaria. Quanche Asl toscana ci è riuscita, la nostra no.

Eppure l’esigenza c’è, considerando che, dopo il pensionamento del dottor Pini, non esiste più il primario di neuropsichiatria infantile, la dottoressa Annamaria Sassoli ha semplicemente dovuto prendere un incarico di coordinamento delle attività; la psicologa Linda Martinelli per motivi oggettivi di tempo non riesce a fare più che diagnosi e collloqui, dunque tutto il lavoro impostato dal “Progetto Autismo” era indispensabile, almeno appunto per cinquanta famiglie versiliesi. Si sospende, forse in attesa di tempi e bilanci pubblici migliori….ma, come al solito, chi può nel frattempo si rivolge al privato, e chi non può? Un’ora di psicoterapia, anche per i bambini, va dalle 50 alle 70-80 euro
Chiara Sacchetti