Il paziente Mirko, il primario di chirurgia Marco Arganini e tutta l’équipe medica
Il paziente Mirko, il primario di chirurgia Marco Arganini e tutta l’équipe medica

Lido di Camaiore (Lucca), 12 giugno 2019 - Mirko ha 30 anni e da un anno e mezzo combatte con un tumore. Oggi può finalmente sorridere e abbracciare sua moglie e suo figlio di tre anni. E nel farlo ringrazia il primario del reparto di chirurugia generale dell’ospedale Versilia Marco Arganini e la sua équipe medica che ha condotto in porto un intervento chirurugico all’avanguardia nel settore

E’ lo stesso Mirko a raccontare la sua storia: «Avevo un tumore fibroso solitario, molto vascolarizzato e con un livello di crescita esponenziale; basti pensare – dice – che in soli 3 mesi era diventato quasi il doppio. Avendo come mia volontà di non usufruire di trasfusioni di sangue come Testimone di Geova, il dottor Marco Arganini ha chiesto di eseguire un’embolizzazione in collaborazione con i colleghi Alessio Auci e Claudio Ceccherini del Noa di Massa, ovvero la chiusura delle arterie e vene per minimizzare la perdita di sangue. E così è stato, se non fosse che, durante l’intervento eseguito a luglio 2018, la massa aveva invaso la vescica, la prostata, l’intestino,... ed era talmente estesa che se fosse stata tolta avrebbe portato sicuramente a un grave handicap e una pessima qualità di vita.

Senza sapere quale altra soluzione sarebbe potuta esserci, il dottor Arganini ha interrotto l’operazione per cercare una soluzione chirurgica meno invasiva». L’attenta ricerca ha dimostrato la rarità del caso, pochissimi in tutto il mondo senza esempi di letteratura in merito. La soluzione era una, la rimozione chirurgica, ma il dottore è sempre stato intenzionato a ridurre la dimensione del tumore. Dopo alcuni contatti col centro tumori di Milano, è stata predisposta una radioterapia per la riduzione della massa.

«In seguito a un colloquio con Milano, mi è stata consigliata un’operazione di rimozione urgente. Questo pensiero era in contrasto con la volontà del primario della Versilia, il quale ha programmato ed eseguito un’altra embolizzazione della massa tumorale. A due mesi di distanza, questa operazione preventiva che in tutto ha occluso 14 arterie e decine di collegamenti venosi, ha portato un’ulteriore diminuzione della massa così che poteva essere eseguita l’operazione di asportazione con meno rischi».

Dopo 7 ore di operazione tutto si è risolto nel migliore dei modi. «Grazie alla pazienza, alla ricerca, alla determinazione e dedizione del dottor Arganini e dei suoi collaboratori, continuo ad avere tutti i miei organi e una qualità di vita eccellente. È stata positiva la collaborazione fra i due ospedali, l’ospedale Versilia e quello Civile delle Apuane perché hanno saputo affrontare e risolvere una complicazione dovuta all’intervento, agendo con prontezza; un particolare ringraziamento va al dottor Luca Lorenzi, al reparto Urologia ed al reparto radiologia. Ho apprezzato molto la trasparenza, la volontà di risolvere il problema non solo chirurgicamente ma anche umanamente».