I soccorsi (Umicini)
I soccorsi (Umicini)

Viareggio, 12 marzo 2016 - Si eraA fermato in un supermercato per comprare il coltello con cui poco dopo ha ucciso un suo connazionale. In maniera fredda, spietata, calcolata. Vittima e carnefice si erano dati appuntamento per telefono. Dovevano chiaririre un banale episodio accaduto la sera precedente. Futili motivi, dunque, avrebbero scatenato la furia omicida, ma sullo sfondo – non lo nascondono neppure gli inquirenti – si staglia lo spettro dello lo spaccio di droga, ambiente frequentato sia dalla vittima che dal suo carnefice.

E’ questo, in sintesi, lo scenario in cui è maturato il delitto in Passeggiata. A perdere la vita un marocchino di 26 anni, Ayoud El Fadil, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio di droga. A ucciderlo è stato, secondo la polizia, Abdelkader Fakhar, marocchino pure lui di 30 anni. In Italia, stando agli accertamenti del commissariato, senza permesso di soggiorno.

E’ stato braccato dagli uomini della squadra anticrimine nelle ore immediatamente seguenti al delitto. E’ stato rintracciato a Camaiore nella casa dove da un anno conviveva con una donna del posto di 41 anni, estranea alla vicenda. Contro di lui ci sono testimonianze, riscontri e prove giudicate inoppugnabili. In attesa della convalida è in stato di fermo di polizia per omicidio volontario. Il sostituto procuratore Fabio Origlio valuterà se è il caso di considerare l’aggravante della premeditazione.

LA LITE. Per uccidere il rivale, Fakhar ha inferto tre coltellate. La prima è arrivata alla spalla, la seconda sotto l’omero, la terza, quella letale, gli ha squarciato il petto fino ad arrivare alla colonna vertebrale. Per uccidere Ayoud ha usato un coltello da cucina di 28 centimetri di lunghezza, di cui 15 di lama. Lo aveva comprato poco prima in un supermercato. Lo ha riconosciuto il cassiere ed è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza interna.

L’ANTEFATTO. La polizia poco alla volta sta rimettendo a posto i vari pezzi del puzzle. Sembra che la sera precedente in piazza Dante ci sia stato un alterco tra il fratello della vittima e il presunto omicida. Il primo accusava il secondo di avergli danneggiato l’auto. Erano stati chiamati anche i carabinieri per dirimere la questione. La polizia ha poi accertato che il giorno dopo – cioé nel giorno del delitto – la vittima e il suo presunto aguzzino, che evidentemente già si conoscevano, si erano sentiti telefonicamente. E questo viene attestato dai tabulati dei cellulari a loro intestati. C’è quindi da presumere che i due si siano dati appuntamento. Un appuntamento con la morte a cui Ayoud si è presentato disarmato, mentre l’altro con un coltello da cucina. Che ha estratto subito dopo che è iniziata la discusione. Senza esitazione e senza tentennamenti, guardando dritto negli occhi il rivale e colpendolo a morte.