Il lancio delle lanterne in cielo (foto Aldo Umicini)
Il lancio delle lanterne in cielo (foto Aldo Umicini)

Viareggio, 18 aprile 2018 -  Pena  dimezzata in Corte d’Appello sezione Minori a Matteo Della Ragione, uno dei due diciassettenni (oggi maggiorenni) coinvolti nell’omicidio di Manuele Iacconi (nella foto sotto) e nel tentato omicidio di Matteo Lasurdi nel bestiale pestaggio in via Coppino nella notte di Halloween del 2014. Da 12 anni la pena è stata ridotta a sei anni nonostante il procuratore generale avesse chiesto un inasprimento della pena con condanna a 18 anni. Dopo due ore di Camera di Consiglio, invece, i giudici della Corte di Appello dei minori hanno riconosciuto Della Ragione colpevole soltanto del tentato omicidio di Lasurdi, ma estraneo all’omicidio di Iacconi. Di qui la riduzione della pena.

E’ una sentenza forte. Che fa discutere. E che sicuramente ferisce i sentimenti degli amici e dei familiari delle vittime e urta la sensibilità dell’opinione pubblica. Una sentenza che ribalta completamente la prospettiva delle precedenti sentenze che hanno riguardato questo dolorosissimo e complesso caso giudiziario. Nella ricostruzione fatta dalla polizia e dalla Procura di Lucca, è stato ricostruito che quella notte in quattro (due maggiorenni e due minorenni) presero parte all’aggressione e al pestaggio dei due amici che rientravano a casa dopo una serata nei locali della Darsena.

Manuele Iacconi

Uno dei due maggiorenni, Federico Bianchi (condannato in primo grado a 15 anni) colpì con pugni ben assestati sia Iacconi che Lasurdi, mettendoli ko. Il secondo maggiorenne, Alessio Fialdini (condannato in primo grado a 18 anni) colpì col casco Manuele Iacconi, passando poi quello stesso casco al 17enne Andrea Marras (reo confesso) che finì di massacrare Manuele ormai a terra e impossibilitato a difendersi. L’altro minorenne, Matteo Della Ragione, usò il casco contro Matteo Lasurdi ferendolo gravemente e costringendolo a diversi giorni di ospedale. Questa la ricostruzione.

I vari Tribunali (quello dei minori e quello dei maggiorenni) non soltanto accettarono la ricostruzione della pubblica accusa, ma condivisero il principio del concorso materiale e del concorso morale di chi aveva partecipato alla rissa, a prescindere dalle singole responsabilità. In sostanza il pestaggio in Darsenna fu concepito come un unico evento, svoltosi in pochi minuti e nello stesso luogo. Quindi tutti colpevoli dei medesimi reati: omicidio e tentato omicidio. La sentenza del Tribunale di Appello di ieri mattina ribalta invece questa concezione. Della Ragione colpevole solo di quello che ha fatto, cioè il tentato omicidio, ma estraneo all’omicidio di Iacconi sebbene si sia consumato a pochi passi da lui, nello stesso frangente e nello stesso momento.

L’avvocato di parte civile Riccardo Carloni che ieri non era presente perché le parti civile erano escluse dal processo di appello che si è svolto a porte chiuse in Camera di Consiglio, al momento non commenta la sentenza in quanto vuole prima vedere le motivazioni che saranno pubblicate entro 90 giorni. Anche Cristiano Baroni, avvocato difensore di Matteo Della Ragione (in primo grado c’era Giorgio Nicoletti) non si sbilancia più di tanto in attesa delle motivazioni: «Nella mia difesa avevo sottolineato – ha detto – che era giusto che venissero individuate le specifiche responsabilità di ognuno dei ragazzi coinvolti. Ma non ci può essere soddisfazione per questa sentenza perché è una vicenda dolorosa che va affrontata col massimo rispetto in quanto c’è stato il decesso di un giovane».

Paolo Di Grazia