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"Un cuore su quattro è a rischio". L’Asl lancia l’allarme per i versiliesi

Il dato emerge da una rilevazione sui pazienti dei medici di famiglia

Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 07:05
Medici e infermieri (foto di repertorio)

Viareggio, 7 settembre 2018 - Allarme serio per la salute dei versiliesi: uno su quattro sarebbe a rischio elevato di sviluppare malattie cardiovascolari. La segnalazione giunge dall’Asl Nord Ovest, che ha elaborato le rilevazioni fatte dai medici di famiglia.

Questa la «sentenza» dell’Azienda sanitaria: «In Versilia ogni medico di famiglia ha, tra i suoi assistiti, dai 150 ai 200 pazienti che presentano una o più condizioni di rischio cardiovascolare elevato». In genere tra i fattori di rischio cardiovascolare si considerano fumo di sigaretta, diabete, zuccheri e grassi nel sangue, grasso intraaddominale... Lo studio elaborato sarà presentato al congresso europeo di cardiologia a Monaco di Baviera, uno dei più importanti appuntamenti scientifici di settore che riunisce oltre 30mila tra cardiologi e professionisti della sanità mondiale. «Quest’anno – spiega Giancarlo Casolo, direttore della struttura complessa di cardiologia dell’ospedale Versilia e referente aziendale della rete dello scompenso cardiaco – presenteremo assieme alla medicina generale questo interessante studio, accettato dal comitato scientifico della Società Europea frutto di un complesso lavoro. Cinquanta medici di famiglia della Versilia hanno raccolto i dati di oltre 65mila pazienti utilizzando uno speciale algoritmo per descriverne il profilo di salute cardiovascolare. Lo studio ha evidenziato che oltre il 16 per cento degli assistiti sopra i 16 anni, cioè quasi uno su quattro, presenta una o più condizioni di elevato rischio e necessita di una stretta sorveglianza sanitaria». Ora uno su quattro sarebbe il 25%, ben lontano da «oltre il 16%», ma il dato è comunque preoccupante.

Con gli archivi elettronici è stato costruito un set di dati ampio e articolato pur nel rispetto totale dell’anonimato dei pazienti. «La realtà – continua Casolo – è spesso assai diversa dalle stime e questo studio lo dimostra con chiarezza. Ciascun medico di famiglia ha tra i suoi assistiti dai 150 ai 200 pazienti a maggior rischio. Questo dato, del tutto originale, ha importanti riflessi organizzativi e costituisce il primo passo per monitorare la qualità delle cure in modo puntuale e preciso. I pazienti individuati dall’analisi saranno inseriti in un registro speciale per ricevere le migliori cure a disposizione concentrandosi su coloro che hanno rischio maggiore».

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