Viareggio, 10 settembre 2018 -  Storie di uomini e di eroi, di neve e di sudore. Come quelle che si raccontano davanti al camino del rifugio, con un buon bicchiere di vino in mano e il freddo pungente che bussa alla finestra. Si è aperta nel segno di coloro che, con gli sci, hanno scritto favole senza tempo la terza edizione del “Premio Vitalini Forte dei Marmi”, il riconoscimento ideato dall’ex discesista azzurro Pietro Vitalini, che ogni anno premia i personaggi dell’industria, dello sport e del giornalismo che si sono distinti per aver dato un importante contributo al mondo dello sci e della montagna. Un omaggio importante che unisce idealmente mare e monti, come ha ricordato il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi. «E’ un connubio, quello fra la costa e la montagna, che studiamo da anni e che ci appassiona profondamente – ha dichiarato – . C’è stato, un tempo, chi addirittura ha ipotizzato la costruzione di una teleferica che collegasse Querceta al rifugio Matanna. Un’importante testimonianza del nostro desiderio di avvicinare sempre di più le vette delle montagne alla riva del mare».

Tanti  gli ospiti chiamati sul palco della manifestazione, dai mitici ex ragazzi dell’Italjet, con Peter Runggaldier, Christian Ghedina, Werner Perathoner, Luca Cattaneo, Pietro Vitalini e Alessandro Fattori che si sono lasciati immortalare con la sfera di cristallo della 3Tre, per la gioia dei presenti, a Gianmario Bonzi e Dario Ricci, autori del libro “Oro Bianco”. Denso di emozioni il momento della consegna del premio alla memoria di Zeno Colò, primatista mondiale del chilometro lanciato e campione mondiale e olimpico negli anni Cinquanta, nato all’Abetone. Ma ad essere omaggiato non è stato il campione quanto l’uomo, ricordato nelle parole commosse dei nipoti Francesco e Piero Serarcangeli. «Era un uomo burbero ma umile – hanno raccontato – . Pur di non firmare autografi scappava per i campi dalla finestra del nostro ristorante. Ma per noi era un mito. Non perché fosse un grandissimo campione di sci, ma perché ci ha insegnato il valore della modestia e del sacrificio. Ci ripeteva sempre “nulla nella vita è dovuto, bisogna guadagnarselo”». Intenso anche il ritratto di Colò tratteggiato dall’amico e collaboratore Gianpietro Danti. «Era rude ma molto sensibile. Mi ricordo di quando, in seguito a un bruttissimo incidente, mi curò sul campo. Mi fece un letto con gli aghi di pino e mi diede la sua giacca per tenermi al caldo in attesa dei soccorsi».

Presente alla premiazione anche Lorenzo Conci, presidente 3Tre, che ha ripercorso le tappe storiche di questa mitica competizione, raccontando anche le novità della prossima edizione. «Anche quest’anno a Madonna di Campiglio si disputerà, oltre alla gara della FIS, anche una gara per bambini – ha spiegato – . Si tratta di una competizione quasi scherzosa, che permetterà ai più piccoli di vedere la Coppa del Mondo da vicino e di avvicinarsi al mondo degli sci. Il nostro compito è di diffondere l’amore per la neve e lo sport anche tra i giovanissimi».