La statua trafugata della piccola Luigina

Pietrasanta, 9 giugno 2018 - Da mezzo secolo era considerata l’«angelo del cimitero» e tutti, passandoci davanti, l’hanno sempre salutata con un pensiero struggente per la bambina di due anni a cui fu dedicata l’opera. Ma ora la tristezza di tanti pietrasantini si mescola alla rabbia, allo sgomento, allo sconcerto. Anche la statua che raffigurava la piccola Luigina Bramanti, morta negli anni ’60 a soli due anni mentre attraversava la strada a Fiumetto, è finita nelle mani di chi non si fa scrupoli neppure in un luogo di preghiera e dolore, né di fronte a un ricordo che mette ancora i brividi e neppure ai familiari che hanno appreso la notizia del furto con disperazione.

Un episodio non solo odioso e inaccettabile, ma tutt’altro che isolato. E’ di pochi giorni fa la notizia dei due grossi leoni in marmo trafugati alla cappella della famiglia Pelliccia: per rubarli i ladri hanno demolito una tomba passandoci sopra con un muletto. Non è escluso che quella notte i malviventi abbiano razziato anche l’«angelo del cimitero». La statua di Luigina, raffigurata col secchiello, era stata realizzata dal padre Sesto prendendo spunto da una delle ultime foto che mamma Gina aveva fatto alla piccola mentre raccoglieva la sabbia prima di far ritorno a casa.

Per questo la famiglia Bramanti sta vivendo quella tragedia una seconda volta, tanto da pubblicare la foto della statua sui social network nella speranza che qualcuno possa averla individuata. Una notizia che ha indignato una comunità intera, aumentando le proteste che avevano già visto la famiglia Pelliccia, dopo il furto dei leoni, accusare il Comune di non aver fatto nulla sul fronte della sicurezza, sottolineando il valore affettivo di queste opere e il pregio artistico del cimitero lungo la Sarzanese. Un camposanto sempre più depredato senza alcuna pietà: ecco perché oltre alla richiesta delle telecamere qualcuno ha proposto di farlo diventare un cimitero monumentale in modo da ottenere finanziamenti per la sicurezza e la manutenzione. Sarà la volta buona?
 

Daniele Masseglia