Monica Ceragioli e il figlio davanti all’hotel Gigliola denunciano i vandalismi alla struttura

Lido di Camaiore, 3 novembre 2018 - Vandalismi e danni all’hotel Gigliola: a denunciarli è l’ex proprietaria Monica Ceragiolisfrattata’ dall’albergo quasi un anno fa. Una storia triste e dolorosa che adesso apre un’ulteriore vicenda giudiziaria: l’hotel è sotto la custodia dell’Istituto Vendite giudiziarie di Lucca ed è stato violato e pare anche occupato abusivamente. «Ho perso il mio albergo – afferma la Ceragioli – e adesso lo trovo devastato, preda di vandali e di ladri. Non so se dentro vi abiti qualcuno, ma non sono loro i miei nemici: sono disgraziati come me. Il nemico qui è il sistema. Questa vicenda va chiarita».

Ieri mattina Monica è entrata infatti in quella che rappresenta ancora la sua vita: l’edificio di famiglia adibito ad hotel lungo la via Italica, andato all’asta per la situazione economica familiare. Colpa della crisi, delle vicende bancarie, dei tempi e del caso che spesso si abbatte su imprenditori troppo fiduciosi. Il 4 dicembre dello scorso anno lei e il figlio disabile hanno subito il rilascio forzoso e sono stati trasferiti in varie dimore fornite dal Comune: per un periodo a Montebello e poi alla Misericordia del Secco.

Una vicenda raccontata dal nostro giornale, umana e forte. Monica aveva fatto appello a tutti: alle autorità, alle associazioni. Sia l’assessore al sociale Anna Graziani che la Colonia Cristiana per gli Italiani in difficoltà ha cercato di aiutarla. Ma la legge ha le sue regole.

Ieri questa brutta scoperta: «Mi sono resa conto che qualcosa non andava dal fatto che la porta d’ingresso dell’hotel era aperta – racconta la Ceragioli – così ieri mattina sono entrata: so che non ne avrei il diritto a detta degli addetti all’Istituto Vendite giudiziarie, ma l’impulso di controllare ha prevalso. Dentro ho ancora molte cose di famiglia: specie una nave modello costruita a mano da mio padre. Un valore affettivo troppo forte. Ho trovato escrementi, sudiciume, caos... Ho chiamato i Carabinieri, il curatore. Sono affranta, delusa, arrabbiata: qui nessuno ha controllato, tanti arredi sono spariti...».

L’assessore Graziani, informata dei fatti, assicura: «La signora Ceragioli ha ragione nel dire che il bene deve essere “curato”. Mandarlo in malora è un danno ed uno affronto a chi, pur non potendolo più considerare proprio, lo ha amato e lo continua ad amare». Il curatore è Ariodante Puccinelli di Viareggio.

Isabella Piaceri