Giulio Palma, 28 anni panettiere all’Esselunga a Lido morto in un incidente stradale sull’Aurelia a Migliarino Pisano

Pisa, 6 ottobre 2018 - È morto a 28 anni nell’impatto violentissimo contro il pullman, avvenuto nel primo pomeriggio di ieri sulla via Aurelia, al confine tra Migliarino e Torre Del Lago. La vittima si chiama Giulio Palma. Originario di Napoli residente a Pisa dove ha lavorato come commesso in un supermercato della grande distribuzione prima di trasferirsi nel reparto panetteria dell’Esselunga di Lido di Camaiore. Dai primi rilievi della polizia municipale di Vecchiano, intervenuta immediatamente sul posto, non è parso chiaro se l’automobilista abbia avuto un malore oppure abbia perso il controllo della sua utilitaria prima di andarsi a schiantare contro il mezzo della Ctt Nord che stava procedendo in direzione di Viareggio. Nell’impatto sono rimasti feriti anche quattro passeggeri del mezzo pubblico, subito soccorsi sul posto e poi trasportati in ospedale per accertamenti. Per loro soltanto contusioni e lesioni di lieve entità.

«Stavo andando in moto verso Pisa quando ho visto lo schianto. Sto ancora tremando per lo spavento». A parlare è uno dei testimoni oculari della tragedia costata la vita al giovane, che tutti descrivono come una persona solare e un gran lavoratore. «Ero a circa cinquanta metri di distanza dalla Renault grigia – continua il centauro –. Sono uscito da una curva e ho alzato gli occhi per un attimo».

«In quell’istante ho visto l’auto sterzare e passare nella corsia opposta e neanche un secondo più tardi il pullman che la prendeva frontalmente – aggiunge nella testimonianza chic –. Il colpo è stato così violento che l’auto si è subito ribaltata al lato della carreggiata. Nonostante il casco e il rumore del motore della motocicletta che guidavo ho sentito il colpo: è stata come un’esplosione. Ho rallentato e quando sono passato di fianco a ciò che restava della macchina ho visto il ragazzo che la guidava. Nella carambola era stato sbalzato nei cespugli. Aveva perso le scarpe e non aveva tutti i vestiti addosso. Ma non ho visto sangue, se non sull’airbag esploso, e ho pensato che fosse ancora vivo. L’ho sperato con tutto me stesso – conclude il motociclista –. Poi ho saputo che non ce l’aveva fatta. Sono ancora sconvolto». Una speranza tradita che ieri hanno avuto in molti, tra i conoscenti, aspettando l’ufficialità del riconoscimento reso difficilissimo per l’assenza di documenti a bordo.