Alla fiera c’è stato anche il presidio di Cna Versilia e con il Comitato salvataggio imprese turismo

Rimini, 12 ottobre 2018 -  Dalla fiera di Rimini il presidente dei balneari di Viareggio Pietro Guardi ha lanciato l’ultima provocazione contro la classe politica che in 20 anni non ha ancora risolto la questione degli scarichi a mare della Versilia: «C’è qualcosa di peggio della Bolkestein, ed è il fatto che il peracetico non è una soluzione, mentre devono essere potenziati tutti i depuratori, e allacciati tutti gli utenti e gli scarichi abusivi».

Al «Sun» di Rimini c’è stato anche il presidio del Comitato Salvataggio Imprese e della Cna Versilia. Ieri si sono tenuti molti incontri dei sindacati dei balneari (Confcommercio, Confesercenti, Cna, Oasi): tutte le associazioni chiedono di sostenere il ministro Centinaio nella battaglia per uscire dalla Bolkestein, e parteciperanno al tavolo tecnico e alle audizioni parlamentari. Ma ancor più vecchia della Bolkestein è l’emergenza liquami in mare, e la bocciatura del nuovo accordo di programma avvenuta in Regione ha rimesso in agitazione la categoria, almeno a Viareggio,

«Fin dalla notte dei tempi – sbotta Guardi – sapevamo che l’acido peracetico era un palliativo, e dicevamo che la soluzione definitiva sarebbe venuta solo col potenziamento dei depuratori e il controllo di scarichi e allacci, da fare in tutti i comuni versiliesi. Il lavoro più grosso è quello di Gaia, continuamente annunciato, modificato, ritardato. L’Istituto superiore di sanità ha detto che il peracetico è inefficace e ha bloccato la sperimentazione. Continuare a incaponirsi sul palliativo ormai è una perdita di tempo. La sperimentazione non risolve i problemi, e noi vogliamo che le risorse siano destinate al potenziamento di tutti i depuratori e si sanifichino una volta per tutte le acque della Fossa dell’Abate».

MA ancora una volta la spada di Damocle penderà sul turismo versiliese anche la prossima estate: a rischio di divieto di balneazione senza ancora le fogne e i depuratori adeguati, e senza più, forse, il provvisorio e incerto acido peracetico. «La politica deve risolvere la questione – conclude Guardi – Da tre anni aspettiamo i lavori fognari. All’epoca accettammo la ionizzazione, poi si perse un anno, poi iniziò la sperimentazione col peracetico, che infine è stato bloccato. Tre anni buttati al vento invece di fare fogne e depuratori. Nel 2019 il peracetico non ci sarà, le opere dell’accordo di programma vanno velocizzate e Gaia dunque provveda. Se non si muovono, come al solito, dovremo pregare tutta l’estate perché non piova, e non scattino i divieti di balneazione. Quest’anno è piovuto solo a fine settembre e c’è stato il divieto, in passato è accaduto anche a luglio e ad agosto. Quando succede è un disastro, un messaggio distruttivo per la clientela presente e potenziale. Non ce lo possiamo più permettere».