Dieci anni senza la Billi: "Intitoliamo una strada all’anima della Libecciata"

La proposta della Fondazione Catarsini con i figli Marzia, Sandra e Gian Mario. In questi giorni esce il libro “La mascotte. Una vita di amore e coriandoli” .

Dieci anni  senza la Billi: "Intitoliamo una strada all’anima della Libecciata"

Dieci anni senza la Billi: "Intitoliamo una strada all’anima della Libecciata"

VIAREGGIO

Appena qualche giorno fa, durante l’incontro d’esordio di “Anteprima alla Fondazione”, programma di incontri culturali a cura della Fondazione Alfredo Catarsini 1899, si è parlato del libro che sta per uscire La mascotte. Una vita di amore e coriandoli (Pezzini Editore), curato da Marzia e Sandra Giordano, figlie di Maria Grazia Billi, la mascotte della “Libecciata”, la famosa banda del Carnevale di Viareggio.

"A 10 anni dalla sua scomparsa e a 70 dall’inizio del suo ruolo di mascotte della ‘Libecciata’, la famosa banda del nostro Carnevale – è stato osservato in quell’occasione – da più parti si è palesata l’idea che sia giunto il momento che Viareggio prenda in considerazione l’opportunità di offrire un segno evidente di riconoscenza a Maria Grazia Billi, la donna viareggina che per 15 anni ha aperto le sfilate della famosa banda sia in città, sia in tanti luoghi dell’Italia e dell’Europa, contribuendo a far conoscere e a far amare nel mondo il nostro Carnevale e tutta la Versilia. Per questo la Fondazione Alfredo Catarsini 1899 si fa portavoce di questa manifestata idea e propone che a Maria Grazia Billi sia intitolata una via della nostra amatissima città".

Nel corso dell’incontro – introdotto dalla presidente della Fondazione, Elena Martinelli, e condotto da Marco Ferri, responsabile dell’ufficio stampa della stessa Fondazione – Marzia e Sandra Giordano hanno portato il ricordo commosso della madre, un autentico personaggio del dopoguerra. L’autrice del libro è di fatto Maria Grazia Billi, che a suo tempo aveva lasciato in alcune valigie manoscritti e ritagli di giornale: sono state le figlie a recuperarli e riordinarli per la stampa. La Billi – che per la sua avvenenza ha fatto anche del cinema – con una scrittura semplice ma narrativamente efficace, ricorda la sua vita, l’infanzia, la guerra, la nascita della Libecciata e le fortunate trasferte all’estero.