Uno stabilimento balneare (foto di repertorio)
Uno stabilimento balneare (foto di repertorio)

Viareggio, 5 aprile 2020 - Che estate 2020 ci sarà sulle spiagge di Viareggio, sempre che la riapertura arrivi in tempo? Se lo chiedono anche i bagnini, che in questi giorni sarebbero stati intenti a fare manutenzioni e montare ombrelloni.

“Sarei partito il primo aprile - dice Piero Del Pistoia del Bagno Depinedo in Darsena - per smontare le coperture invernali e poi montare cabine e della zona bar entro Pasqua. Il 23 sarebbe passato il trattore per sistemare la spiaggia e definire la traccia della passerella. E il 1° maggio saremmo stati totalmente operativi. Immaginare adesso quello è difficile. Non credo sia plausibile andare in spiaggia con la mascherina, e fare inteventi in mare anche con una semplice polo zuppa d’acqua è un bell’impaccio.

Non sarà possibile aumentare la distanza fra un ombrellone e l’altro. Tuttalpiù recupereremo spazio nella zona dei campetti da calcio, beach volley e beach tennis ,valutando se montarli tutti. Comunque se partiremo almeno per metà maggio saremo pronti a metà giugno“. A Torre del Lago, le cose non cambiamo. “Se non cominciamo entro inizio maggio – spiega il bagnino Matteo Simonini del Maruzzella - difficile assicurare i soliti standard di servizio. Molti clienti arrivano da Firenze, Lucca e Pisa, se restano le restrizioni agli spostamenti sarà un ulteriore problema. Mascherine in spiaggia? Magari possiamo potremmo distanziare ulteriormente gli ombrellonie tenere a distanza i clienti nei tavolini del risorante”.

In Passeggiata, al Bagno Il Sol, lavora Leonardo Bonuccelli: “Ci sarà da correre per essere pronti. Ma quando tutto sarà passato le spiagge saranno piene, la gente avrà voglia di evadere. Non vedo come sia possibile aumentare la distanza fra un ombrellone e l’altro dato che la stessa si aggira già sui tre metri e mezzo. La mascherina sarebbe inutile perché con l’acqua si rovina“.

Se i bagnini manifestano la speranza di salvare la stagione balneare, la situazione italiana e gli annun ci del Governo e della Protezione civile non sono ottimistici. Pensare alle mascherine in spiaggia, mentre si insuano i sospetti che debbano diventare obbligatorie quando si esce, fa tenerezza. Ma se e quando arriverà la riapertura, e saranno possibili gli spostamenti da un Comune all’altro, rimarranno tanti quesiti: bagni aperti?; quali distanze tra gli ombrelloni?; che possibilità per le famiglie che prendono un ombrellone insieme?; e le tende, dove gli assembramenti sono la norma?

Sergio Iacopetti
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