Coronavirus
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Torre del Lago, 28 febbraio 2020 - Il primo paziente positivo al tampone del Coronavirus abita a Torre del Lago. Primo sul territorio comunale di Viareggio, ma anche primo sul territorio dell’Asl Nord Ovest. L’uomo proviene da Vò Euganeo, uno dei Comuni veneti messi sotto sorveglianza, e sta bene. Sono attesi gli esami di conferma dell’infezione da Covid-19 da parte dell’Istituto superiore di sanità.
 

L’uomo ha 44 anni e risiede a Torre del Lago, ma lavora a Vò Euganeo in un birrificio che è stato provvisoriamente chiuso dalla Regione Veneto, trovandosi nella zona rossa del focolaio infettivo. Il paziente vive da solo, ma ha passato l’ultima settimana col figlio e attualmente si trova in isolamento domiciliare fiduciario, con la sorveglianza attiva del personale Asl. I primi sintomi di malattia, identici a quelli dell’influenza stagionale, sono stati accusati lunedì.

Successivamente l’uomo ha avuto la febbre e ha avvisato l’Asl Nord Ovest che ha mandato gli specialisti a fare il tampone alla bocca e alla faringe. Il tampone è risultato positivo: il paziente è in casa, in isolamento fiduciario. A dimostrazione che la sindrome da Coronavirus non dà eccessivi problemi per la stragrande maggioranza della popolazione, il torrelaghese – così le notizie diffuse dall’Asl "è in buone condizioni di salute, la temperatura è tornata nella norma e non c’è necessità di ricovero". L’Asl ha comunque avviato approfondite indagini epidemiologiche sui contatti con altre persone che il paziente ha avuto prima di ammalarsi.

Se per questo torrelaghese c’è la positività del tampone, pur in attesa di convalida, in Versilia ci sarebbero altri due casi per i quali non c’è alcuna conferma dell’Asl. Uno riguardava una persona che martedì aveva manifestato sintomi sospetti all’Ospedale Versilia. L’altro un uomo, viareggino, che avrebbe avuto contatti con persone di Lodi durante il Carnevale, e si sarebbe messo in quarantena volontaria a semplice scopo precauzionale. In attesa che qualcuno spieghi all’Italia e al mondo che questa epidemia è pericolosa e eventualmente mortale solo per le categorie a rischio, e che magari già tanti sono stati infettati senza sintomi o con lievi malesseri, resta la psicosi collettiva. Taluni la attribuiscono ai giornali, ma basta fare un giro al bar, e sentire le chiacchiere, per rendersi conto di quanti parlano a vanvera senza leggere alcunché.

«Per esempio – racconta il gestore del Bar La Modicana – è venuto un signore che se ne stava in disparte e, appena pronto il caffè, è corso a berlo fuori". Come se nell’attesa non avesse respirato l’aria comune a tutti i clienti. Ma tant’è. E anche la comunicazione ufficiale non aiuta, visto che per sapere chi assiste logisticamente eventuali persone in quarantena domiciliare ci sono volute le fatiche di Ercole. Nel silenzio dei Comuni, alla fine l’Asl ha risposto questo: un cittadino che si trovi in isolamento fiduciario a casa, se ha bisogno di rifornimenti alimentari, può chiederlo agli addetti Asl che fanno intervenire i Comuni, magari col sostegno del volontariato. Difficile morire di Coronavirus, ma è garantito che un ammalato non trapasserà per fame. Intanto il Comune di Viareggio ha rinviato a tempo indeterminato il Concerto di Carnevale al Teatro Jenco "per motivi tecnici e organizzativi".

Medici noti anche fuori Torre del Lago, come Antonio Tedeschi, hanno chiaramente scritto su Facebook che l’epidemia del Coronavirus è quasi come l’influenza stagionale. Ma è inutile, la psicosi prosegue tra mille incoerenze. E come gli antivax chiedono consiglio al verduraio, tanti traggono convinzioni dalle chiacchiere al bar.
b.n.
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