Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Forte dei Marmi, 12 genaio 2018 - Non ci fu contraffazione di quel bauletto griffatissimo. Assoluzione in primo grado per il noto imprenditore Mauro Volponi, denunciato nientemeno che dalla maison Prada che l’aveva accusato di aver messo in commercio le ‘copie’ di un prodotto tutelato e pronto ad essere lanciato sul mercato. La vicenda ha inizio nel 2015 quando la nota casa di moda chiede e ottiene il sequestro cautelare di 6 borse (del valore di svariate migliaia di euro) che erano state notate esposte nelle vetrine del negozio di Volponi. Per Prada – tra l’altro le due boutique in paese distano una manciata di metri – quegli articoli erano identici al modello registrato agli inizi del 2015, anche se non ancora commercializzato e neppure oggetto di campagne pubblicitarie. Il riferimento era a «Inside», il bauletto con la doppia cerniera dall’effetto ‘borsa dentro la borsa’, che Prada ha distribuito nelle versioni in vitello, struzzo e coccodrillo, e che è diventato poi un vero ‘must’ per le accanite seguaci degli accessori modaioli ed extralusso. 

Per quella somiglianza nella particolarissima foggia, Prada ha lamentato così a suon di carte bollate di aver subito «un enorme danno di immagine» in vista del previsto lancio del prodotto, chiedendo non solo il sequestro degli articoli proposti in vendita dallo stesso Mauro Volponi, ma anche costituendosi parte civile nella causa, con una richiesta di risarcimento di 60mila euro a titolo provvisionale. Il giudice del tribunale di Lucca, Alessandro Dal Torrione, ha però accolto la tesi difensiva dell’avvocato Elena Libone, che tutelava l’imprenditore fortemarmino, assolvendolo dall’accusa di aver riprodotto un modello oggetto di tutela in quanto registrato. In sostanza, come sostenuto dall’avvocato Libone, è stato dimostrato che Volponi in realtà confezionava nei propri laboratori artigianali quel bauletto ‘doppia borsa’ con caratteristiche simili alla «Inside», già dal 2010. E che quindi quegli oggetti dello shopping così fashion e colorati, esposti nelle sue vetrine, altro non erano che la riproposizione di un modello di fatto già creato e commercializzato nei suoi negozi.