Lo sfogo della presidente del consiglio comunale Paola Gifuni è stato registrato ed è finito su Youtube. E la rete non perdona
Lo sfogo della presidente del consiglio comunale Paola Gifuni è stato registrato ed è finito su Youtube. E la rete non perdona

Viareggio, 8 febbraio 2019 - Che il limite sia stato oltrepassato è fuori da ogni dubbio. Lo scatto del consigliere del gruppo misto Giuseppe De Stefano che al grido di «trasparenza» ha lanciato il microfono a terra e poi si è steso a pancia sopra sotto i banchi della giunta Del Ghingaro. L’impossibilità di un dialogo tra consiglieri di maggioranza e opposizione, fino all’arrivo dei Carabinieri. E infine anche una bestemmia, pronunciata al microfono, ad assemblea in corso, dalla presidente del consiglio comunale Paola Gifuni. Se non fosse finito su Youtube, forse, quello sfogo sarebbe passato quasi inosservato. Ma il servizio di condivisione video non perdona.

Si sente nitidamente nella registrazione dell’assemblea dello scorso 4 febbraio, convocata per votare le controdeduzioni alle osservazioni del regolamento urbanistico. Il video è pubblicato sul canale istituzionale del Comune: «Tre ore, 17 minuti e 17 secondi. Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro. E’ irrispettoso, la città non merita anche questo» commenta chi ci ha segnalato il caso.

Gli animi, durante quella seduta, erano certamente esasperati. L’opposizione aveva contestato aspramente la procedura applicata dal segretario generale Fabrizio Petruzzi. Ogni controdeduzione al voto sarebbe stata annunciata dalla presidente del consiglio comunale attraverso il solo numero di protocollo, dunque senza alcuna spiegazione verbale (comunque contenuta negli atti a disposizione dei consiglieri) e senza opportunità di discussione. E’ stato questo a scatenare l’opposizione, che in protesta ha tentato di ‘boicottare’ le votazioni col contatore elettronico. Così la presidente del consiglio comunale ha deciso di procedere per alzata di mano. A quel punto l’assemblea si è calmata. Ed è cominciata la votazione del 267 controdeduzioni. E all’osservazione 68534 del protocollo – tra consiglieri, anche di maggioranza, che andavano a venivano; mani mezze alzate, un brusio fastidioso; assoluta disattenzione... – Gifuni ha imprecato al microfono. La bestemmia non è un reato, ricade nell’illecito amministrativo essendo stata depenalizzata. Nessuna processo, ci mancherebbe. Al limite potrebbe scattare una sanzione. Per aver confidato su Facebook di non amare il Natale (con un’espressione più colorita), ad Alessandro Caprili durante la giunta Betti furono chieste le dimissioni.

Intanto, ieri, proprio la presidente Gifuni ha comunicato l’annullamento dell’assemblea fissata per oggi, alle 9. «Dopo un confronto avuto con il sindaco e nell’intento di contenere il clima di polemica in merito all’organizzazione dei lavori del Consiglio comunale, comunico l’annullamento della seduta. Prossimamente – conclude – provvederò a riunire la conferenza dei capigruppo per la definizione di una nuova data».

Mdc