Carnevale, primo corso
Carnevale, primo corso

Viareggio, 10 febbraio 2019 - E’ un carnevale che si declina al femminile quello di quest’anno, l’edizione numero 146 della kermesse viareggina. Più ondina che Burlamacco, cocciuta e spensierata, virtù che ieri le hanno permesso di vincere sul maltempo: bloccata come d’incanto la fitta pioggerellina del primo pomeriggio e 150mila euro d’incasso al botteghino. Un’edizione, quella appena iniziata, più delicata rispetto al passato ma non per questo meno graffiante, anche se sembra quasi sparita la satira politica.

La donna viene declinata in ogni sua sfaccettatura da Alessandro Avanzini, che rispolvera il mito di Medea, donna, amante, madre, barbara, straniera, maga e sacerdotessa, rea di delitti compiuti in nome di un amore verso l’uomo che la tradirà. E poi c’è un carro dedicato da Lebigre-Roger a Frida Kahlo, artista rivoluzionaria che andava oltre, oltre gli schemi, oltre le imposizioni della sua epoca, sempre proiettata in avanti con amore, ironia e forza. Quella forza che anima invece la novella Biancaneve raffigurata da Jacopo Allegrucci nei panni di madre natura, che prova a ribellarsi all’orrore del mondo moderno, a quel saccone di plastica nero che, come per magia, si trasforma nella strega cattiva. Vanno osservati con attenzione, quest’anno, i carri del Carnevale di Viareggio. Non basta più vederseli sfilare davanti; vanno seguiti per almeno 7-8 minuti. Il tempo necessario a che venga sviluppata la coreografia e che la costruzione completi il racconto. Come una piccola piece teatrale tridimensionale e in movimento che tratta temi sociali cari a tutti. Come quello ambientale che ricompare, come un pugno allo stomaco, in una gigantesca balena, opera di Roberto Vannucci, che annaspa in un mare plastificato.

Del resto la Fondazione Carnevale ha voluto dare un taglio deciso alla plastica, bandendola dal circuito. Bicchierini e piattini devono rigorosamente essere biodegradabili. Il Carnevale guarda avanti ma senza perdere di vista le tradizioni. E soprattutto la sua ironia. La satira politica non è scomparsa del tutto. Trump è il bersaglio numero 1. E’ gigantesco, a figura intera, quello raffigurato da Fabrizio Galli: un personaggio virtuale, un po’ fantasy, che sta organizzando il suo esercito spaziale per conquistare, dopo la Terra, anche la Luna e Marte. E sulla Luna è il Trump sognatore e divertito che con Luca Bertozzi nuota nello spazio. I politici italiani? Restano in disparte, anche se non passa inosservato un Salvini che indossa la maschera di Mussolini. Repliche domenica prossima, sabato 23 febbraio e ancora domenica 3 marzo e martedì 5 marzo per il gran finale.

Paolo Di Grazia