Viareggio 12 marzo 2018 - INCURANTE dell’abbondante pioggia caduta in tutta la darsena Viareggio ha salutato l’edizione 2018 del Carnevale con una cerimonia veloce e senza particolari colpi di teatro in un PalaBarsacchi invaso dalle maschere dei carri. Sono state proprio quest’ultime a rendere frizzante l’atmosfera con la loro verve autentica e trascinante. Sugli squilli dell’Orselli e sulle note della canzone ufficiale «Ovunque andrai» è partito subito un trenino collettivo in mezzo alla pista. Cerimonia asciutta, incalzante e scevra di polemiche. Insomma tutti felici con Umberto Cinquini nei panni di provocatore – ma la sua, per sua stessa ammissione, è stata solo una battuta – e che al momento del ritiro del premio come vincitore in Prima Categoria ha detto: «La giacca che indosso è di cartapesta mentre quella di Avanzini e in polistirolo». Umberto, Stefano e Michele Cinquini che, accompagnati sul palco dalle maschere festanti con in mano un rosso papavero e sotto una pioggia dorata grazie a tanti spara coriandoli bakkuki, si sono sciolti in un collettivo: «E’ un sogno». A consegnare loro il premio, con tanto di «benedizione», Arnaldo Galli. A loro anche i premi «colore-D’Arliano» e «scenografia-Pardini». IL momento più esilarante è stato quando sul palco è salito Luca Bertozzi per ritirare il premio come vincitore della Seconda Categoria.

A consegnare il premio Renato Verlanti che ha detto con la voce emozionata: «Mi viene la malinconia» per poi aggiungere: «Fratelli Bonetti datevi da fare». Bertozzi che ha dedicato il premio ai genitori «primi tifosi e critici giurati» e che ha ritirato anche il «modellatura-Morescalchi» e «opera più brillante-Canova». Premiati anche Alessandro Avanzini e Fabrizio Galli rispettivamente secondo e terzo in classifica. Altri premi a Michelangelo Francesconi e Andrea Giulio Ciaramitaro «allegoria-Avanzini», Lebigre-Roger «bozzetto-Francesconi», Roberto Vannucci e Edoardo Ceragioli «critica-Lazzarini», Massimo Domenici «Sadun» oltre ai primi tre delle maschere di gruppo: Giampiero Ghiselli con Maria Chiara Franceschini, Marzia Etna e Libero Maggini e delle maschere isolate: Matteo Raciti, Daniele Chicca, Stefano Di Giusto e Gabriele Libero Balderi. Riconoscimenti anche per Jacopo Allegrucci che oltre al premio «La Nazione/Comunica Italia-Valleroni» e consegnatogli dal nuovo capo servizio della nostra redazione, Remo Santini, ha fatto suo il «coreografia» assegnato dalla giuria popolare, il «fantasia-Barni» e «innovazione» stabilito dal consiglio d’indirizzo della Fondazione Carnevale. In chiusura il proscenio è stato tutto per la presidente Marialina Marcucci. «Il mondo è cambiato – ha detto – rispetto agli anni 60. La satira politica va di pari passo con l’allegoria. Allegoria che tratta i grandi temi del mondo ma che sta anche nei piccoli particolari. Per questo voglio dare un riconoscimento ad Avanzini a Lebrige-Roger e a Vannucci».

Sergio Iacopetti