Bruno Simonini

Viareggio, 4 novembre 2018 - I cellulari delle imprese funebri sono andati letteralmente in tilt. I familiari sono stati bombardati di telefonate, così come i social sono stati invasi da post e commenti: «Ciao Bruno, ci mancherai». Tanti segnali di affetto per il gigante buono, alto un metro e novanta per centoquaranta chili di muscoli, che in Versilia tutti conoscono come ‘Brunone’. Sì, perché Bruno Simonini, da Viareggio fino a Forte dei Marmi, è famoso come un sindaco. Forse anche più di un sindaco: ha lavorato infatti per decenni non solo come buttafuori nelle discoteche, ma anche come bagnino e nelle palestre del nostro territorio.

IERI qualcuno, erroneamente, ha diffuso su Facebook la notizia che Bruno se n’era andato, con tanto di foto. E’ scoppiato il finimondo. «E’ da stamani che ci chiedono informazioni, ma non sappiamo niente», hanno risposto a tutti gli addetti dell’impresa funebre della Croce Verde di Viareggio. Fino a quando il nipote Luca ha chiarito sul proprio profilo: «Ci stanno chiamando in tanti per una notizia che non è vera su nostro zio. Precisiamo che Bruno ha visto giorni migliori, ma al momento, come tutti i Simonini, non molla».

SI È TRATTATO di una fake news, ovviamente non voluta, che ha dimostrato l’affetto per Bruno, una montagna dal cuor gentile che nel suo lavoro di buttafuori ha sempre tentato di mediare piuttosto che venire alle mani. E’ per questo motivo che Zucchero e Panariello lo hanno voluto come bodyguard personale. E’ per questo che è amico di Juliano e di Montero, conosciuti ai tempi dell’Agorà, e di Bernardeschi, Bettarini e Maldini. Eh sì: Bruno le discoteche le ha girate tutte: da Bussoladomani al Cavalluccio, fino al Faruk. Inoltre ha insegnato body building nelle palestre e nuoto nelle piscine, e ha lavorato per anni come bagnino al Principe di Piemonte.

POST scriptum: Bruno è fratello di Adriano Simonini, uno dei big della ristorazione viareggina, che ora prosegue con Luca l’avventura nell’eno-ganostronomia al Chiosco Adriano sul viale dei Tigli. Ieri c’è stata una mobilitazione per dare l’ultimo saluto al gigante buono. Oggi le voci si uniscono in coro: «Forza Bruno, siamo tutti con te».

Dario Pecchia