Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Uno degli assenteisti filmati dalle telecamere-spia

Viareggio, 9 settembre 2018 - Sono complessivamente cinque i tra viareggini e versiliesi coinvolti nello scandalo assenteisti della Provincia di Massa. Si tratta di Sergio Bernacca 56 anni di Forte dei Marmi, Giorgio Ceragioli 59 anni comandante della polizia provinciale, Luigi D’Argliano 51 anni, Riccardo Francesconi 45 anni e Mauro Salverini, 50 anni, tutti di Viareggio. Laura Pantera, 41 anni di Carrara è invece molto conosciuta al Forte per gestire con la sua associazione molti eventi per conto del Comune.

Per tutti sono scattati gli arresti domiciliari e per tutti la sensazione di essere finiti in qualche cosa più grande di loro. Inconsapevolmente. Anche perché l’assenteismo loro contestato dalla Procura di Massa altro non è che la semplice pausa caffè. E il danno erariale ammonta a poche centinaia di euro.

E’ il caso, ad esempio, di Luigi D’Argliano, viareggino, geologo impiegato alla Provincia di Massa e poi al Genio civile. Un professionista stimato e apprezzato. A lui la Procura rinfaccia un danno erariale di 200 euro. Sì, avete letto bene: duecento euro. A tanto ammontano le sue chiamiamole ‘assenze’ di 7-8 minuti a giorno per andare a prendere il caffè. Tutto qui. Avrà modo di spiegare meglio ai giudici la sua posizione nei prossimi giorni perché nel frattempo venerdì mattina, insieme al suo legale di fiducia, l’avvocato Massimo Neri, si è avvolso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip «perché – ha spiegato proprio il suo legale – l’interrogatorio era stato disposto il giorno successivo rispetto all’arresto senza dare così ai difensori la possibilità di poter leggere gli atti e le contestazioni.

Produrremo pertanto al Gip delle memorie e dei documenti non appena saremo in grado di predisporre una strategia difensiva per questo danno erariale che nel caso del mio assistito, ma so anche di altri, è veramente di pochi spiccioli». Tutto ruoterebbe, insomma, sulla possibilità di assentarsi momentaneamente per andare a prendere un caffè e sulle modalità eventualmente da tenere una volta che è stato timbrato il badge all’ingresso in ufficio.

Paolo Di Grazia

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.