Viareggio, 16 marzo 2018 - Antonio Caturano può tornare a svolgere la sua attività di parrucchiere. Il Gip del Tribunale di Lucca ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Fabrizio Miracolo che aveva sottolineato – sulla scorta di una perizia medico-psichiatrica redatta dalla professoressa Liliana Dell’Osso, direttrice del dipartimento di psichiatria universitaria di Pisa – la necessità di consentire al 24enne di Torre del Lago di tornare a lavorare per poter completare il suo percorso di recupero dopo la tragedia che aveva provocato, a seguito della quale si trova agli arresti domiciliari con l’accusa, gravissima, di omicidio stradale.

Antonio, come si ricorderà, era alla guida della Lancia Y che nella notte fra sabato e domenica 3-4 febbraio, travolse e uccise un ventenne di Lucca, Andrea Lucchesi. In questo stesso incidente rimase gravemente ferito Fabio Biagini, 24 anni di Lucca. Antonio non si fermò per prestare soccorso. «Fu preso dal panico», disse nei giorni immediatamente seguenti l’avvocato Fabrizio Miracolo. I carabinieri lo trovarono a casa della madre e sottoposto ai test in ospedale risultò positivo sia alla droga che all’alcol. E nell’auto, quella notte, non era neppure da solo. C’erano altri tre amici che furono identificati e denunciati dai carabinieri per omissione di soccorso.

Ma Antonio si è reso conto della tragedia che ha causato e del dolore che ha provocato ai genitori, familiari e amici del ragazzo morto. «Fin da subito ha mostrato sincero pentimento – ha detto l’avvocato Miracolo – e ha intenzione di scrivere una lettera alla madre della vittima».