Un pattugliamento antidroga della polizia in pineta di ponente
Un pattugliamento antidroga della polizia in pineta di ponente

Viareggio, 11 maggio 2019 - La pineta di ponente è ancora il “lato oscuro della città”. Nonostante la grande opera di pulizia del verde e le retate delle forze dell’ordine contro lo spaccio, dopo il calar del sole il polmone verde di Viareggio continua a far paura. Soprattutto di notte. Nei giorni scorsi si è verificato un’ennesimo brutto episodio, che ha coinvolto una donna all’uscita dell’Auser.

«Era l’ultima sera del corso di ballo latino americano - racconta - al quale partecipiamo in circa cinquanta persone, per l’80% donne. Sono uscita dalla sede del circolo poco prima dalla mezzanotte, e un uomo è uscito dal buio e mi è venuto incontro con qualcosa in mano. Mi sono subito spaventata, e ho iniziato a urlare e chiedere aiuto, fortunatamente è uscito un signore che partecipa al corso che mi ha assistita, protetta e accompagnata fuori dal parco».

L’uomo uscito dal buio si è quindi dileguato, è tornato negli anfratti della pineta dai quali era uscito. La pineta di ponente del resto continua ad essere uno dei luoghi preferiti dello spaccio di sostanze stupefacenti. Seppur in maniera minore rispetto agli anni passati. L’oscurità, la fitta vegetazione, l’assenza di una videosorveglianza offrono sono tutti elementi che giocano a favore di chi spaccia e di chi compra.

«Purtroppo per noi donne la pineta – prosegue la signora – di notte è off limits. Abbiamo paura. Tutto è dovuto al fatto che i vigili urbani non ci hanno consentito di parcheggiare dentro il parco. Per questo avevamo lasciato tutte la macchina sulla via Marco Polo. Ma avventurarsi nel buio per andare all’Auser è davvero un azzardo. C’è un solo lampione in mezzo all’oscurità. Ho segnalato il fatto al Comune e al comando della polizia municipale, e mi hanno fissato un appuntamento con l’assessore Maurizio Manzo. Chiediamo la possibilità di parcheggiare vicino alla sede del circolo, per tutelare l’incolumità delle tante persone, soprattutto donne, che frequentano l’Auser».

D.P.