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"Trumpeide", le matite della satira ironizzano sulla Casa Bianca / FOTO

A Forte dei Marmi 

Ultimo aggiornamento il 5 luglio 2017 alle 17:49
Uno dei disegni in mostra

Forte dei Marmi (Lucca), 5 luglio 2017 - Il trumpismo sembra aver messo le ali alla satira forse perché il mondo intero ha bisogno di ridere per esorcizzare la paura del tycoon diventato improvvisamente e inspiegabilmente re. Fa sorridere e riflettere «Trumpeide», la mostra del Museo della Satira al Fortino di Forte dei Marmi che sarà inaugurata sabato 8 luglio alle 19 al Museo della Satira di piazza Garibaldi al Forte, dove resterà fino al primo ottobre, con la partecipazione di 60 disegnatori satirici di tutto il mondo che dicono la loro sul nuovo inquilino della Casa Bianca.

Gli artisti che hanno accettato di partecipare hanno impugnato la propria matita come un’arma per deridere Donald Trump, per non soccombere al cospetto di un potere cieco e incontrollabile. L’americana Liza Donnelly, firma del prestigioso New Yorker, presenta un Donald che sa pronunciare solo parole di odio e paura, che sembra, nonostante l’aspetto arrogante, un bambino ignorante e capriccioso; il burkinabé di adozione Damien Glez mostra un Trump petroliere, ignaro dei problemi dell’Africa e negazionista sul cambiamento climatico e un Trump nelle vesti di un cupo e folle predicatore; l’egiziana Doaa Eladl paventa una guerra nucleare tra Usa e Nord-Corea o l’abolizione dei diritti sanciti dalla Costituzione, mostrandoci una Statua della Libertà che fa le valigie; la tunisina Nadia Khiari ironizza sulla messa al bando in Usa dei cittadini di sette Paesi musulmani. Poi c’è l’anglo-polacco Andrzej Krauze che mostra Trump che gioca a mosca cieca con Gran Bretagna ed Europa; il francese Pierre Ballouhey disegna l’incontro-scontro tra il Papa e Trump; Il franco-sudamericano Pancho e l’olandese Tom Janssen fanno satira sulla contraddizione di voler riportare l’America ai fasti di un tempo mentre si trascura l’inquinamento ambientale; infine l’irlandese Martyn Turner gioca sui continui tweet, ovvero i “cinguettii, di Trump e l’espressione inglese ‘For the birds’ (per gli uccelli), che significa in realtà ‘di nessun valore’.

La galleria che ci propongono i disegnatori italiani (da Altan a Vincino) poi, è una vera carrellata di battute al vetriolo sul sogno americano rovesciato con allusioni alle affinità con i dittatori del passato e del presente, fili spinati e limitazioni della libertà, muri, missili, armi e parole di odio sparse ai quattro venti.

La mostra sarà aperta fino al 1° ottobre tutti i giorni dalle 18 alle 24 (ingresso libero). Info: 0584.280262.

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