Perugia, 7 giugno 2018 - Il tennista entrato nella leggenda del grande tennis sbaragliando un colosso come  Djokovic e guadagnandosi così la semifinale degli Open di Francia, ha calcato anche la terra rossa dei circoli tennistici umbri. Il palermitano Marco Cecchinato, astro nascente del Roland Garros, qui in Umbria ha infatti partecipato a diversi Challenger Atp.

Sono i tornei da cinquantamila dollari organizzati dalla Mef tennis eventes di Marcello Marchesini al Tennis club di Perugia e di Todi, circolo il primo, che ha visto crescere anche Francesco Cancellotti, il perugino che negli anni ’80 riuscì a sfiorare le prime venti posizioni del ranking mondiale. 

'Il campione che domani si appresta a giocare la semifinale contro l’austriaco Thiem – ricorda Marchesini – un anno fa, proprio in questi giorni, programmava il suo viaggio agli Internazionali dell’Umbria. Il 18 giugno fu battuto in finale sul Centrale del Tennis club Todi 1971 da Federico Delbonis, altro titano del tennis internazionale'. Ma anche l’anno prima il palermitano si dovette accontentare del secondo posto. Sul centrale ‘Guerrieri’ del Tc Perugia perse infatti contro Carreno Busta, lo stesso spagnolo battuto quest’anno al Roland Garros, aprendogli il varco verso gli ottavi.

'Per la Mef – va avanti Marchesini – è una grande soddisfazione ospitare sportivi di questo calibro. Cecchinato ha un grande carattere. Un fisico straordinario, l’ho capito quando l’ho visto sudare e battersi sui nostri campi. Rovescio a una mano che sorprende l'avversario in lungolinea e smorzata sono i suoi colpi migliori, ha un gioco molto vario: quello che lo rende un fuoriclasse. Francamente però non mi aspettavo che arrivasse a scalare uno Slam e sono molto contento di essermi sbagliato'.

Super Marco  conquista una semifinale che agli azzurri mancava da 40 anni. L’ultimo fu Corrado Barazzutti. E guarda caso anche lui è di casa in Umbria. Il capitano di Coppa Davis è infatti il supervisore tecnico della scuola tennis di via Bonfigli, seguita dal maestro Gianluca Zaccara. La nostra insomma è anche terra di campioni.