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Trafomec, stipendi a singhiozzo

L'allarme della Cgil: "Vogliamo certezze. Sono in ballo 96 posti di lavoro"

Ultimo aggiornamento il 17 gennaio 2017 alle 11:36
L'assessore all'economia Paparelli

Perugia, 17 gennaio 2017 - C’è preoccupazione  sul futuro della Trafomec Europe di Tavernelle, che dall’estate scorsa è passata in mano cinese. A tenere i sindacati sulla difensiva ci sono le sorti occupazionali di 96 lavoratori, che da alcuni mesi starebbero percependo «spezzoni» di stipendio, tredicesima compresa. Problema messo sul piatto ieri da Cristiano Alunni, Fiom Cgil, convocato insieme alla proprietà e ai sindaci di Panicale e Piegaro, dal vicepresidente della Regione e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli. 
«L’Obiettivo del vertice – come spiega Paparelli – era quello di proseguire il confronto sul futuro industriale e produttivo dell’azienda, alla luce della definizione dei nuovi assetti proprietari di Trafomec Europe e della recente nomina della relativa struttura organizzativa. Ma il nuovo amministratore delegato dell’azienda ha disertato l’incontro per impegni inderogabili sopraggiunti». E’ chiaro che i sindacati ci siano rimasti male, ma di certo non abbassano il tiro. 
«Continueremo  a fare pressing sulla proprietà – aggiunge Alunni – perché vogliamo avere certezze per i lavoratori. In questa fase ci interessa il futuro delle maestranze più che le strategie aziendali. Il nostro obiettivo, supportato anche dalla Regione, che ha promesso di seguire con noi la vertenza, è capire se la nuova compagine societaria vorrà tenere fede all’accordo per mantenere in piedi tutto l’organico». In effetti, anche quando Trafomec è passata di mano, la comunicazione è stata molto scarna e laconica. «Le uniche fonti che abbiamo avuto – ricorda Alunni – sono stati due scarni comunicati, uno in inglese e l’altro in italiano. I manager non ci rispondono, abbiamo chiesto un incontro urgente con loro, la Regione e le altre istituzioni per capire. Ci sono i lavoratori lasciati così, nell’incertezza e questo non è accettabile». 
Timido segnale: sembrerebbe che la nuova proprietà, che è la Shanghai InducTek Power Electronics Technologies Ltd, abbia manifestato l’intenzione di acquistare alcuni macchinari di supporto alla produzione dalla Società Valnestore Sviluppo, che attualmente li aveva affittati allo stabilimento di Tavernelle. «Un segnale certo – conclude Alunni – ma non basta. Vogliamo risposte nero su bianco e le istituzioni ci staranno accanto in questa rivendicazione». 
Silvia Angelici

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