Verso il voto, Italia Viva dà le carte: "Dialogo con tutti i candidati civici"

La linea del presidente regionale Massimo Gnagnarini. A destra e sinistra l’incertezza regna sovrana

Un partito piccolo, ma seriamente intenzionato a farsi sentire con l’obiettivo di avere un ruolo importante nelle prossime elezioni comunali. E’ Italia Viva che ha appena eletto come presidente regionale l’orvietano Massimo Gnagnarini, già assessore al bilancio nella precedente Giunta del sindaco Germani. Gnagnarini ha vinto il congresso regionale contro Manuela Albertella, espressione del movimento “CiviciX“ guidato dal consigliere regionale Andrea Fora. "Ad Orvieto dialogheremo con tutti i candidati civici che si sono già presentati e che si presenteranno-anticipa Gnagnarini-, lo faremo senza preclusioni e sulla base dei programmi da mettere in campo per il futuro di Orvieto, senza schieramenti". Ad Orvieto, i suoi compagni di strada potenziali sono rappresentati in prima battuta dal gruppo che fa capo all’ex sindaco Franco Raimondo Barbabella, politicamente vicino a Fora, ma ora “componente di minoranza“ in quel movimento centrista di cui si alimenta il partito renziano. "Le trattative in vista delle elezioni saranno ovviamente condotte dal sottoscritto-dice Gnagnarini, a ribadire il proprio ruolo di leadership anche territoriale-a partire dai rapporti con Stefano Spagnoli e Roberta Palazzetti". La linea di Italia Viva appare dunque quella di distanza dalla ricandidatura di Roberta Tardani che è strenuamente impegna e speranzosa di ricevere il prima possibile una preziosa investitura ufficiale da parte della coalizione di centrodestra, ma anche dalla futura proposta del Pd, per giocare un ruolo di primo piano nelle due iniziative civiche che hanno finora animato la politica cittadina, incarnate appunto da Spagnoli e Palazzetti. Gli occhi di chi fa politica sono però tutti puntati sulla decisione dei vertici del centrodestra e, in particolare, di Fratelli d’Italia. Che i rappresentanti locali Umberto Garbini e Carlo Ceci, siano avversi alla ricandidatura Tardani è cosa nota, ma non è affatto escluso che la coalizione vada verso una riconferma del sindaco uscente, soprattutto dopo il terremoto politico di Terni. A sinistra ancora tutto tace. La disponibilità di Cristina Croce rimane in campo, ma potrebbe anche esserci l’opzione Andrea Taddei, soprattutto se le acque agitate all’Opera del Duomo porteranno un cambio del presidente, appunto Taddei, esponente Pd.

Cla.Lat.