Un negozio del centro commerciale Quasar Village a Corciano (Crocchioni)
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Perugia, 22 maggio 2020 - Polemiche roventi in Umbria sull'indice di contagio da coronavirus della regione. Mentre i numeri dell'Istituto superiore di sanità l'hanno posta nei giorni scorsi come "regione a rischio" in realtà i numeri reali parlano di una zona al momento quasi del tutto libera dal contagio. Una doppia interpretazione che non piace alla Regione e agli operatori economici, che temono danni ulteriori in questo delicato periodo di ripartenza. 

«Non sono un tecnico ma ho capito che questo meccanismo proprio non funziona - dice la presidente della Regione Donatella Tesei a Radio 24 -. È una cosa veramente aberrante perché non ha riguardo dei numeri reali i quali invece ci dicono che noi in questo momento siamo la migliore regione italiana. Queste notizie stanno assolutamente creando danni ad una regione che invece è già ripartita e in sicurezza».

Intervenuta alla trasmissione 'Effetto giorno', ha sottolineato che «il meccanismo va adeguato e sistemato». «Ho parlato con il presidente dell'Istituto superiore di sanità Brusaferro - ha spiegato Tesei - perché i nostri dati non sono solo tranquillizzanti ma di più. Ho parlato anche con il ministro Speranza proprio ieri sera il quale, d'accordo con me, condivide che c'è qualcosa da rivedere in questo sistema di calcolo».

Rincara la dose il consigliere regionale della Lega Daniele Nicchi con un messaggio al ministro degli affari regionali Francesco Boccia: «Signor ministro perché non dedica mezza giornata del suo prezioso tempo per un viaggetto in Umbria? Con meno di un'ora può arrivare nella nostra regione. Basterebbero un paio di ore per chiedere scusa agli umbri e capire qual è la reale situazione. Non ci deluda, le offriamo la possibilità di evitare un clamoroso autogol».

L'esponente leghista interviene così nelle polemiche legate all'indice Rt per l'epidemia di Covid. «Il ministro Boccia - afferma Nicchi in una nota - continua a parlare a sproposito, forse non ha il tempo di informarsi, di studiare o di capire cosa dice ogni volta che parla, dato che continua a nominare in maniera impropria l'Umbria come regione da attenzionare per l'alto rischio che i suoi abitanti corrono di ammalarsi di coronavirus. Avesse letto le risposte che gli sono state date dagli scienziati che conoscono a fondo la materia della medicina e della statistica avrebbe capito in un attimo che il ragionamento fatto per la Lombardia, non può valere per l'Umbria. Per tutta una serie di ragioni, numeri alla mano. Ma non c'è di peggio che voler parlare a un sordo. Il ministro Boccia è recidivo e non si rende nemmeno conto di quanto danno stia provocando ad una regione virtuosa che ha gestito e sta gestendo al meglio la pandemia. L'Umbria mette a disposizione i dati, i numeri e non le chiacchiere. Boccia avrà voglia di leggerli?».