Carabinieri

Perugia, 9 giugno 2018 - ​ Una busta che conteneva un vero e proprio tesoro: quasi 35mila euro in banconote da 500, 200 e 100 euro ‘dimenticate’ per strada a Ponte Felcino. Il ritrovamento in via Puccini, a pochi passi dalla filiale di una banca, è stato fatto giovedì da una donna di 77 anni che non ci ha pensato due volte: una volta aperta la busta e visto che c’erano moltissime banconote, la signora è andata in banca a riconsegnarle: «Restituitele al proprietario», ha detto loro.

Ma il direttore  della filiale le ha comunicato che nessuno aveva prelevato una cifra così ingente. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri, i quali sono andati anche a chiedere alla gioielleria lì accanto, ma niente, neanche lì qualcuno era in procinto di spendere una tale cifra.

Il denaro è adesso tenuto in custodia dai carabinieri, alcune banconote nella busta sarebbero sembrate ammuffite, come se la busta fosse stata sotterrata per un periodo. Un fatto anomalo. I militari stanno indagando per risalire al proprietario, che probabilmente sarà disperato per l’ingente perdita. Per riavere il denaro dovrà però dimostrare di conoscere l’esatto ammontare della cifra, come previsto. Pochi mesi fa l’avvocato Marco Gambuli venne contattato dalle forze dell’ordine perché un passante aveva trovato un mazzetto di qualche migliaio di euro sotto la sua auto: pensarono fossero sue, ma non era così. Ed è proprio lui, il legale, che adesso spiega: «Il ritrovamento di cose smarrite, tra cui anche denaro, è disciplinato dall’articolo 927 del codice civile che prevede l’obbligo di restituzione al proprietario o, non sapendo chi sia, di consegna al Comune del luogo in cui la cosa è stata trovata. Il Comune – prosegue l’avvocato – provvede a dare pubblico avviso del ritrovamento e soltanto trascorso un anno senza che il proprietario si sia fatto vivo, la cosa diventerà di chi l’aveva trovata. Se invece il proprietario si presenta, è previsto un ‘premio di consolazione’ per chi l’ha restituita.

La legge prevede il diritto (sempre rinunciabile) a una ricompensa pari ad 1/10 del valore del bene o di 1/20 se il valore supera 5,17 euro, o a discrezione del giudice se il bene non ha valore commerciale. Nell’ipotesi in cui il ritrovatore decidesse di intascarsi il bene trovato – conclude - andrebbe incontro a una sanzione civile da 1000 a 8000 euro».

Francesca Marruco