La Fimmg Umbria piange Stefano Brando. "Stefano era un medico di famiglia che si è ammalato di Covid operando in prima linea sempre con coraggio, spirito di servizio e di abnegazione nei confronti dei propri assistiti - scrivono –. La medicina di famiglia ha pagato e sta pagando soprattutto in questa seconda ondata, un tributo troppo alto che contrasta e stride con i giudizi frettolosi, ingenerosi e profondamente ingiusti che in queste settimane la vedono, in maniera superficiale e forse strumentale, nel mirino. I medici di medicina generale rispondono come sempre lavorando in silenzio ed in sacrificio, sul campo ed in trincea, giorno e notte, sette giorni su sette, in ambulatorio e a domicilio, in collaborazione con la guardia medica e le Usca, rimanendo un solido e sicuro punto di riferimento e di fiducia insostituibile per tutti i cittadini coi loro problemi di salute e di fragilità, con le loro paure e coi loro bisogni di vicinanza, di supporto e di rassicurazione. Lo fanno senza più limiti di orario, di riposo e di festività. Molti medici per questo si ammalano, sono in quarantena o sono ricoverati in semi-intensiva o in rianimazione. E sono tanti! Stefano non ce l’ha fatta".