Perugia, 12 settembre 2018 - L’incubo è al risveglio. Quando le siringhe fresche e i fazzoletti sporchi di sangue, abbandonati nottetempo tra le aiuole di via Cortonese, riappaiono alla luce del sole. A due passi dalle scuole dove ogni mattina arrivano centinaia di bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni. C’è un quartiere che inizia a chiedere aiuto. L’allarme parte dagli Istituti di infanzia, dalle scuole Primaria e Secondaria dove da qualche settimana il personale scolastico è ormai sensibilizzato a fare un controllo quotidiano e a dare l’allarme per la presenza di siringhe. Così interpellano gli operatori della Gesenu per far ripulire la zona.

Ieri mattina a pochi passi dalla succursale della Pascoli e dalla Comparozzi c’erano cinque siringhe usate, senza cappuccio e sporche di sangue. Usate appena qualche ora prima dai tossicodipendenti che si muovono tra quest’area e quella del parco Chico Mendez. Proprio dalle scuole arriva la richiesta di aiuto: «Siamo di fronte ad un fenomeno preoccupante ed in forte aumento – ci spiega il dirigente scolastico della Comparozzi, Jacopo Tofanetti – prima capitava solo sporadicamente di dover chiamare gli addetti per rimuovere una siringa. Da qualche tempo, forse un anno, abbiamo notato l’aumento di segnali poco rassicuranti, anche segnalazioni che ci arrivavano dai genitori sulla presenza di spaccio. Da metà estate siamo ormai in presenza di un fenomeno quotidiano». Basta considerare che mentre la rimozione delle siringhe prima avveniva «su chiamata», da qualche giorno la scuola ha ottenuto garanzie del passaggio quotidiano di operatori Gesenu, anche sollecitando per iscritto gli uffici comunali preposti. Anche i genitori si stanno organizzando, sta nascendo un comitato finalizzato alla richiesta di maggior controlli nel quartiere.

«Questa zona – continua il dirigente – sta sicuramente vivendo un momento particolare che viene percepito da tutti e la scuola è sicuramente uno dei primi punti dove arrivano le istanze delle famiglie. Abbiamo incontrato la Prefettura, parlato con il Comune. Il problema è reale e paradossalmente le siringhe che si trovano a terra al mattino non sono che la punta di un icerberg».

Sara Minciaroni